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Nello spettacolare scenario della Valle dei Templi si è svolta la prima edizione di questa Maratona accolta
fortunatamente da un cielo limpidissimo e da una luce che ha reso ancora più suggestivo il paesaggio.
Il numero dei partecipanti non è stato numeroso, tutt'altro,questo purtroppo rientra in questa strana mentalità,
diffusa da noi, di prediligere gare al di fuori della nostra regione,
oppure optare su quelle dove è possibile abbassare il fatidico record personale.
Andiamo alla gara vera propria: la partenza è stata spettacolare,sotto il tempio della Concordia ed è iniziata percorrendo il primo Km lungo il tracciato archeologico,passando davanti il tempio di Giove e quello di Castore e Polluce. Da qui iniziava una lunga discesa fino a San Leone,
che veniva attraversato con un percorso a pettine, si proseguiva quindi sul lungo mare per alcuni Km fino a giungere al 1° giro di boa posto all'incirca sul
13Km, si ripercorreva lo stesso percorso a ritroso fino a San Leone da dove cominciavano 5km di salita,
prima dolce, poi ripida fino ai Templi dove era posto il 2°giro di boa e via per l'altra metà della gara che ripeteva il percorso fatto.
Questa in sintesi la strada scelta per questa 1° edizione ,andiamo ora a commentare e non criticare la gara nel suo svolgimento e nella sua organizzazione.
Il tracciato oltre alla partenza non presentava grossi interessi paesaggistici anzi un pò troppo
periferico, in più il vento ha fatto il resto, ma qui l'organizzazione non ha colpe. Si prestava facilmente a furberie come tagli di
percorso, a meno di non avere un numero elevato di commissari che qui, bisogna dire erano pochi. Erano anche pochi gli addetti all'assistenza,
tanto è vero che alcuni rifornimenti erano self-service, con l'inconveniente che al secondo giro mancava
l'acqua, costringendo i partecipanti a raccogliere le bottiglie rimaste per terra per dissetarsi.
Il pubblico era poco e disinteressato,anche dove si pensava di trovarne di più come a San Leone. A proposito di San Leone,
il tracciato ricavato a mo di pettine si sarebbe potuto evitare, ma sembrerebbe che una frana dovuta alle insistenti piogge abbia fatto modificare questo lato del percorso, questo perlomeno era quello che ho sentito dire.
Bisogna ammettere che fare una maratona dalle parti di Agrigento con caratteristiche più abbordabile per tutti non è
facile, ma allora perchè intestardirsi a organizzare una 42Km, ci sono altre distanze che non ti creano il vincolo psicologico della maratona e che su certi
percorsi, vedi Agrigento, con qualche correzione, penso che avrebbero un buon successo di iscritti.
Forse perchè si pensa che solo la fatidica distanza possa portare sponsor?
Ferdinando Hardouin |