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Monte Pellegrino Trail – a carte scoperte

garmin di nuova generazione

E’ una classica del trail siciliano, quasi quanto l’ecomaratona delle Madonie, e per molti e’ stato (e lo sara’ anche questa volta) il battesimo del trail.
Per i palermitani e’ un elemento consueto del paesaggio, ma a conoscerne i sentieri e’ tutta un’altra storia…
Sentieri aspri, pietrosi, ripidi, scorrevoli, boscosi, soleggiati, scivolosi, umidi, sorprendenti di paesaggi, ma andiamo al sodo!
Si parte dalle exscuderie reali, in basso lungo l’asse che porta da villa Niscemi alla base del monte. Da li’ si procede con un preambolo per sgranare il gruppo prima della prima salita tosta, tostissima: la Valle del Porco. Non credete alle dubbie interpretazioni proposte dall’organizzatore Aldo Siragusa, il toponimo deriverebbe dalla frequentazione di questa incisione nella montagna da parte di cinghiali un tempo autoctoni. In un paio di km si guadagnano oltre 350 metri di quota, qui non si corre, si cammina, i più veloci sembrano leggeri, quasi non volere calcare con forza il terreno. Se non avete troppa fretta, o dietro pressano, lasciateli passare e guardate dietro, il panorama merita e rifiatare non sara’ stata una brutta idea. Quando il sentiero spianerà e ricomincerete a correre, vi troverete il Gorgo della Santa a sinistra (ma lo sapevate che quello stagno temporaneo ha un ruolo importante nella biologia evoluzionista?), si risale fino alla strada appena prima del Santuario, e si sale ancora fino alla Scala Vecchia. Inizia la discesa, in picchiata, se avrà piovuto sono meglio i bordi fangosi delle basole viscide, peso avanti e coraggio il sentiero medievale vi attende. Gradoni, pietroni, fino all’inizio della seconda salita seria, il volo dell’aquila, e su fino alle antenne. Un sentiero tortuoso, profumato e panoramico, se non ve ne accorgete o siete nel gruppo di testa ed allora non ci pensate, altrimenti rallentate un pelo e guardatevi intorno. La salita finisce in cima, alle antenne, e poi nuova picchiata, peso in avanti e passo reattivo fino alla strada del belvedere, ma poi piegherete a sinistra lungo i sentieri odulati e scorrevoli di Piano Montagna. L’ultimo dentello di salita fino alla discesa, selettiva, pietrosa, tortuosa, della “rufuliata” detta “variante Viller”, dal nome dei uno più validi interpreti del trail siciliano (recentemente si è guadagnato il titolo di Velociraptor). Qui spesso si e’ decisa questa gara, ma nel caso dei più si decide lo stato dei propri quadricipiti la settimana successiva, se decidete di andare a tutta, ripenserete a questa discesa ogni volta che vi piegherete sulle gambe per almeno 7 gg!
Giunti alla fine della discesa si torna alle ex scuderie lungo il viale laterale del parco della Favorita, la voce di Aldo vi annuncerà che il giro sulla giostra e’ finito… Se si cambiasse il punto di partenza le emozioni della giostra sarebbero diverse?

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