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una domenca tre gare – il resoconto

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A Messina Emilio Chillemi , Nico Teresi e Carlo Di Caro si sdilinquirono sul lungomare di Messina sotto lo sguardo della Madonna della Lettera, abituata a veder passare traghetti.
Le condizioni meteo erano volte ad un variabile appetitoso per divorare pesce stocco alla ghiotta, infatti il vento era preferibile guardarlo dalla vetrata seduti al ristorante! Ma i nostri, virilmente, esposero il fiero petto con l’effigie del piedino e corsero senza tregua. Di Emilio si vide prontamente la foto che lo ritraeva attraversare il traguardo con la sciarpa rosanero, degli altri non si ebbe nuova ma pare abbiano fatto scempio di specialità messinesi…

A Palermo i sentieri Valle del Porco, Rufuliata, Volo dell’aquila, Piano Montagna, hanno visto tra i protagonisti un poderoso numero di piedini pah1330 Nino Genova, Lorenzo Vella Francesco Gennaro, Maurizio D’Agati, Laura Bardi, Gaetano Raneli, Maurizio D’Ippolito, Giovanni Saja, Antonella Marino, Giammauro Scardavi, Ferdinando Hardouin, Viller Caruso, Giuseppe Ruffino, Francesco Gallo, Pippo Caruso, Antonino De Simone, Alfonso Lo Presti. Maurizio Zappulla.
Capitanati dal nostro Velociraptor Viller, la cui abituale maiuscola prestazione questa volta è stata occasione per piazzare rappresentanti su molti dei gradini dei podi, e conquistare il gradino bronzeo per le società.
Ma quel che ora più importa è che tutti avranno il dilemma nel dover scegliere come modificare la propria immagine nel profilo feisbuc grazie alla gran messe di magnifiche foto in cui li ha ritratti mirabilmente Adriana Ponari per Ultramaratone e la Presidente, abile nella gestione della macchina fotografica contemporaneamente al fido canide conoscitore di ogni sentiero.

In quel di San Vito Lo Capo a sfidare le procelle (è scritto giusto, significa tempesta!) c’erano ammiscati pure anapoco: Giovanni de Luca, Mimmo Brusca, Marcello Mangia, Nino Bonanno, Mario Lo Cicero, Fabrizio Ingrassia, Luigi Zumbo, Antonello Cinquegrani, Vincenzo Profetto, Roberto Locati, Liliana Imperiale, Marco Traina, Ivana Cordaro e Cesare Di Marco. Loro si misurarono variamente nelle discipline dell’endurance che compongono il trathlon il nuoto in acqua agiata e formicolante di squali, bici e corsa su asfalti arroventati dal sole e spazzati dal vento, avevano cercato di fornire anche a loro mordaci serpenti o almeno affamati canidi, ma non erano disponibili insieme agli squali.
Dobbiamo però raccontare un caso di periglioso boicottaggio con fraudolenta sostituzione dei ricambi occorsa al fenomenale De Luca che uscendo dall’acqua già pedalando si ritrovò a mulinare sui cerchioni! Indagheremo su questo vile stratagemma per privare del meritato successo il nostro ultranapoco atleta!

Le parole ai protagonisti:
Luigi Zumbo:- La fredda cronaca. Soprattutto fredda. Frazione di nuoto spaziale. Pure i pinguini sono rimasti in scia. Frazione in bici in cui mi hanno superato praticamente tutti. Pure i pinguini. Frazione di corsa con i primi 14 km in progressione e gli ultimi 7, con il diluvio, dedicati al controllo di un collasso imminente. Collasso che si è prontamente manifestato appena superata la finish line
Daniele Castrorao:- mi son fermato al 10km di corsa avevo dolore e non ho corso praticamente nulla in due mesi,ho preferito fermarmi per non pregiudicare totalmente lo swissman. Stavo bene e nuoto e bici molto positivi, soprattutto bici.

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