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Poker d’Assi alla Hybla-Barocco Marathon

poker d'assi a ragusa

Di cosa avranno parlato in automobile tornando dalla Maratona di Ragusa Antonino, Piero, Sergio e Maurizio?
Ad occhio e croce si può azzardare che avranno parlato della gara appena corsa (ma non solo), e poi venivano continuamente disturbati dalle tonnellate di telefonate di amici, parenti e compagni di allenamento e corse.

Certo la mattina quelle brume che avvolgevano Ragusa non facevano presagire nulla di buono, ma poteva essere mai che il lembo più meridionale della Sicilia non regalasse una certa quantità di raggi di sole? E Sole fu!

Per fortuna, perché il percorso della Maratona di Ragusa, un articolato saliscendi, per un bel tratto si corre tra le campagne dell’altopiano ibleo e non di rado l’asfalto lascia il posto allo sterrato. In caso di pioggia è ovvio che sarebbe tutto molto più complesso. Anche il vento è un compagno di corsa che può risultare fastidioso, e nel caso dello scudo ibleo, inutile cercare riparo addossandosi ai muretti a secco: sono troppo bassi. Per fortuna il vento è stato appena una brezza leggera.

La parte finale della gara è in discesa, una discesa lunga circa 9 km e correre in discesa dopo trenta e passa chilometri non è una banalità, i muscoli stanchi reagiscono male al supplemento di fatica e al cambiamento di dinamica della corsa. Maurizio aveva portato nel frattempo a casa la mezza in 1h37 e quindi ha atteso l’arrivo dei tre partecipanti alla maratona (Antonino, Piero e Sergio) che però sono arrivati in un fazzoletto di minuti (3.31, 3.38 e 3.41 rispettivamente) e da quel momento, finita la corsa, è giunto il momento di curare gli aspetti alimentari (e lì non c’è da temere alcun confronto).

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