Associazione Sportiva Dilettantistica Palermo H 13,30 - Società Podistica

Il lato femminile della Pah1330 – 3

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La corsa a volte inizia per caso e poi diventa una abitudine quotidiana. La corsa insegna e regala. Ancora le storie e motivazioni di donne che corrono…

Laura Bardi

Se a vent’anni mi avessero detto che mi sarei appassionata alla corsa (al nuoto e alla bicicletta) e che avrei partecipato a gare su strada e in montagna, avrei sgranato gli occhi e incredula mi sarei fatta una grassa risata.
Sì… pensavo di non averne le capacità… pensavo di non essere in grado di percorrere tanti km (21km per la mezza maratona e 23km sopra una montagna), pensavo che bisognasse avere delle straordinarie capacità per essere un atleta e partecipare a gare di corsa, e ancor di più ad una gara di triatlon o ad una gara di 18km a mare a staffetta (da Isola delle femmine all’Addaura).
La mia storia di sport in realtà è una storia di vita, la mia vita non è solo sport (anzi!) ma lo sport mi accompagna nella vita di ogni giorno, mi ha insegnato a guardare sempre oltre e a pensare che anche quando non si vede il punto di arrivo di qualcosa non bisogna mollare mai, non avere paura, non pensare di non essere in grado di arrivarci ma bisogna mettersi lì con pazienza e crederci fino in fondo.
Com’è evidente per me lo sport è qualcosa di personale, fatto di persone con cui condivido lo sport e di ambizioni personali…nessun agonismo!
Con lo sport ho imparato a non fermarmi.
Per lo sport ho imparato a crescere.
Nello sport ho trovato una famiglia di amici.

Stefania Perricone

Ho iniziato a correre perché la palestra che frequentavo, dove svolgevo attività di fitness, cominciava a offrire talmente tanti disservizi che non potevo proprio non spingermi altrove per cercare valide alternative di allenamento. Poi non so come e non so quando è scattato in me il bisogno di continuare a correre, sicuramente è stato fondamentale l’incitamento di un amico già provetto corridore. E’ stato grazie al suo incoraggiamento che mi sono cimentata per la prima volta in una mezza maratona, durante una Vivicittà in cui oltre ai soliti 12 km erano previsti anche i 21. Con mio grande stupore riuscii a portarla a termine e senza ottenere mai risultati meritevoli di grandi celebrazioni, in seguito ho portato a termine altre due mezze di Palermo, ho fatto una gara di 10km svoltasi a Mondello e un’altra Vivicittà. Queste sono le mia modestissime esperienze in ambito di corsa. Non amo molto le gare di trail per un problema di vertigini. Quello che però più di ogni altra cosa mi piace poter dire sulla corsa, a prescindere da come la si faccia, dalle aspettative che in essa si ripongono, è che comunica con tutti i suoi appassionati attraverso un linguaggio universale. È il linguaggio del benessere personale, del bisogno di doverla fare per trovare calma e serenità, riconcilia con se stessi e con il mondo, migliora la qualità delle tue giornate. So per certo che tutti i corridori esperti o dilettanti che siano, conoscono questa intima natura della corsa e mi basta la semplicità di questa condivisione per sentirmi una di voi e stare bene con voi.

Programmi per il futuro? Fondamentalmente continuare a correre e se poi dovesse insorgere la voglia di fare qualche gara, chissà.

 Lidia Gibaldi

Giocavo a tennis, ma quando le gare sono diventate molto stress e poco divertimento ho provato a correre. Mi sono subito entusiasmata, anzi esaltata e così da tre giri esterni dello stadio delle palme corsi il 15 ottobre del 1993 (lo ricordo perché è una ricorrenza a me cara) sono arrivata a correre la maratona di Londra il 17 aprile successivo. E’ stata la prima maratona sia per me che per Luisa, con la differenza che per me é stata anche l’ultima, per Luisa l’inizio della sua carriera di “regina del deserto” .
Oggi corro in maniera molto discontinua, sopratutto per limiti di tempo, senza tabelle d’allenamento, ma sempre con grande gioia
perché correre mi rilassa e mi aiuta a ridimensionare i problemi,
perché si crea un’empatia particolare con i compagni di corsa, anche stando in silenzio,
perché riesco ad apprezzare la bellezza di posti noti ma altrimenti ignorati,
perché mi misuro solo con me stessa e comunque vada per me é sempre una vittoria,
perché mi piace la doccia calda dopo aver corso sotto la pioggia,
perché mi piace la doccia fredda dopo aver corso in una giornata calda,
perché correre mi da una sensazione di libertà.

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