Associazione Sportiva Dilettantistica Palermo H 13,30 - Società Podistica

acquabagnaventoasciuga – la nonmaratona di messina

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Anapoco fiduciosi (o forse incuranti) nella benevolenza di Giove Pluvio intrapresero la strada alla volta della antica Zancle.
Ma la procella non ne voleva sapere di mollare la presa e la pioggia scendeva copiosa dai nembi mentre il vento spazzava ferocemente la via.

Giunsero alla città dalla forma di falce insieme a circa altre sette centinaia di sgambettanti corridori pronti a cimentarsi nella più classica delle distanze ma anche nelle distanze inferiori.

La pioggia bagna ed il vento asciuga, il motto è fatto proprio da Anapoco senza riserva alcuna, ma di avviso diverso era invece gli organizzatori del doppio giro da ventuno km di Messina particolarmente invisi a Giove Pluvio ed Eolo fortemente alleati per l’occasione.

Urlava il vento in forme di turbini, e scrosci d’acqua era intermittenti e generosi! Arrivò l’annuncio ufficiale che la gara non si sarebbe corsa! Disdetta dissero alcuni, altri fecero finta di nulla e si misero a correre per i fatti loro.
Gli Anapoco tornando verso casa e sempre fedeli al motto “l’acqua bagna il vento asciuga” cominciarono a considerare le ipotesi alternative, mentre giungevano notizie di chi quel giorno aveva già fatto 30 o 32 o 34 km!
Una ipotesi luminosa parve quella di farsi lasciare a Trabia e tornare lungo la panoramicissima statale, ma ancora Giove pluvio mandò una serie di secchiate d’acqua a ripetizione che suggerivano di prendere la pagaia al posto della pettorina anti pioggia. Giunti a Palermo sciolsero ogni indugio e corsero tutti non meno di tre orette. Tanto si sa: l’acqua bagna e il vento asciuga ed il podista non è solubile in acqua! (e di solito il vento non se lo porta via)

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