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Diventare maratoneta – Roma 22 marzo

roma2015

Quale luogo può essere più suggestivo di Roma per diventare “maratoneta”?

E’ un po’ come superare un rito di iniziazione, podisticamente parlando. Diventare maratoneta significa essersi allenati per lunghi mesi, spesso avere rispettato anche un minimo di regime alimentare, avere superato difficoltà piccole e grandi. Il pensiero della maratona, delle difficoltà (alcune mitizzate, come il famoso muro del maratoneta) occupano nel corso di quei mesi alcune aree cerebrali, fino al momento in cui si arriva in sede di gara.

Roma ti distrae con i monumenti, con i panorami, con i piatti tipici, con il calore della gente e le chiacchiere del gruppo di amici ti fanno arrivare alla mattina senza quasi accorgersene.

Non fa nulla se si è dormito male (col pensiero della gara, of course), se continua a piovere, se la fila al bagno è lunga … ma oramai è ora di iniziare a correre e si corre.

I dettagli della prima maratona rimangono impressi nella memoria di ogni maratoneta, ma in questo caso Roma non delude mai. E’ insidiosa per i viscidi sampietrini e sorprendente per i monumenti attraversati, per il tifo da stadio anche se piove a dirotto. Perchè correre tutto quel tempo, tutti quei chilometri, lo si comprende bene solo quando si arriva alla fine, quando il maratoneta ha raggiunto la sua vetta con le sue sole forze, con le sue sole gambe laddove in molti farebbero fatica anche in automobile. E per molti di noi riprovare quelle sensazioni è una molla poderosa…

Ed ora passo la parola ai nostri maratoneti a Roma

Giusy Cottone (3 ore e 40′ ed un grande miglioramento rispetto alla sua precedente maratona):

Ieri mentre correvo la mia maratona la mia mente è stata attraversata da mille pensieri di rabbia di amore di rivincita . Amore per chi mi stava seguendo da Palermo aspettando la mia chiamata ,rabbia e rivincita per chi ha pensato che non sarei stata in grado di farcela da sola e sono stati proprio questi tre sentimenti e farmi chiudere la maratona felice e fiera di me stessa con un tempo per me straordinario 3.40 . Un grazie particolare per chi fino all’ultimo ha creduto in me . Adesso sono pronta per un’altra avventura.

Liliana Imperiale (esordiente e glamour runner)

Il mito della maratona e la profonda ammirazione che provo nei confronti dei maratoneti h13,30, hanno stuzzicato in me il desiderio di provarci , mettermi in discussione per 42 km , disciplinare il mio modo di correre e gestire tutte le emozioni! non sai cosa può accadere in 4 ore di gara, allora ti fai raccontare da chi ” ne sa” e sogni ad occhi aperti pensando “un giorno anch’io “!! Finalmente scelgo uno scenario che difficilmente potrò dimenticare come Roma e preparo tutto minuziosamente, pronta sulle ultime griglie di partenza mi ritrovo con il mio bel completino ( perché nulla è lasciato al caso) senti lo start e capisci che ora si fa sul serio!!tutte le raccomandazioni ( che sono tante) mi tornano in mente ,vai piano..annoiati…mangia…bevi…divertiti…e comincio a contare i primi 10 km, poi arriva la mezza maratona e poi arrivano i mitici 30,li attendo con paura perché sono quelli decisivi , capisco che sto bene , sono stata un agnellino disciplinato ,ora mi sento una tigre ( colpa dell’adrenalina) voglio “correre” e arrivare presto per provare l’ emozione del traguardo !!

Marco Traina (e la voglia di rivincita)

Rispetto alla prima maratona che ho corso devo dire che c’e stato un’abissale differenza, non solo per quanto riguarda il risultato e la stanchezza post. Ho Corso pensando molto più consapevole delle mie capacita, di come potevo impostare l’andatura in gara e di come potevo affrontare le difficoltà del tragitto. Sono stato SAGGIO come dice qualcuno. Cosa mai fatta prima probabilmente! Penso che la differenza l’abbia fatta una buona preparazione, che non è servita solamente a permettermi di stare bene ma anche di capire realmente questo sport e a come riuscire a controllare le mie capacità fisiche. Ci ha permesso di creare un bel gruppo, tra chi ha dovuto rinunciare ma è stato presente lo stesso e ci ha seguito da lontano, chi ha avuto il cellulare troppo in mano, chi ha avuto ansia di prestazione e chi con i suoi acciacchi ci fatto ridere tanto.. .È stata davvero una bella esperienza sportiva e umana, da ripetere al più presto con le stesse persone o anche più chi lo sa? anche perché c’è bisogno urgente di avere altri obiettivi…

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