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5 domande a Salvo Azzaretto

salvorunner foto A. Ponari

D.Salvo, ti sei cimentato in un 3000 m piani in pista sabato ed in una frazione di maratona martedì, è stata una decisione estemporanea o era tutto pianificato? Ma prima di rispondere fuori i tempi!

R. Si, mi sono cimentato sabato scorso in un 3000 metri che si è disputato al cus palermo e che ho concluso in 10’05, mentre martedi 2 giugno ho corso laa seconda frazione di maratona pari a 10600 metri che è stata perorsa in 40’10 e per molti tratti in solitaria. Relativamente al 3000 non correvo tale distanza dal 15 giugno 2011. La voglia era tanta così come l’adrelanina che mi ha attraversato allo sparo del giudice di gara. La gara è stata molto stimolante ma in Sicilia purtroppo questi eventi sono molto rari e se organizzati vengono snobbati dagli amatori. Voci di corridoio dicono che a Luglio ne verranno organizzati diversi, ed allora sono pronto ad attaccare il mio personale fermo sui 9’40. La gara non è stata pianificata anche perché ho saputo tutto all’ultimo giorno utile per iscriversi e anche come allenamento non ero prontissimo, ma come si dice non potevo tirarmi indietro.

D.Corri in pista, su strada ed anche qualche trail, a dire il vero hai all’attivo anche numerosissime mezze e qualche maratona, quindi ti si potrebbe definire un podista eclettico o preferisci qualche gara in particolare?

R. Si è vero mi definisco un podista eclettico, amo tutto le discipline da te citate, anche perchè in tutte riesco ad esprimere un discreto potenziale, ovvio prediligo molto la strada in quanto l’assortimento di tale gare è cosi elevato che puoi scegliere più facilmente e di conseguenza prepararti meglio. Farei una parentesi sul trail, disciplina che amo per i paesaggi suggestivi che offre e che sta trovando largo spazio in Sicilia . Il Trail corto sopratutto 12-18km con dei dislivelli contenuti può tranquillamente essere inserito nel periodo di costruzione generale di un maratoneta o di un fondista nonchè essere affrontato anche da neofiti della corsa.

D.Consiglieresti qualche gara di mezzofondo in pista ad un maratoneta amatore? (Salvo oltre ad essere un podista di notevole esperienza, a dispetto della giovane età, è anche istruttore FIDAL)

R. Io ho sempre ritenuto che per fare un salto di qualità in maratona occorre essere efficienti su distanze inferiori (5.000, 10.000 e mezza ), disporre di una buona potenza aerobica e sopratutto ottenere dei positivi riscontri cronometri nei mesi precedenti la gara chiave nelle distanze sopra elencate . La preparazione di una maratona come tutti ben sanno comporta percorrere tanti km ad andature più lenti o a ritmo gara ecco perche consiglio di vivacizzare il ritmo durante la preparazione magari partecipando a qualche gara in pista , in particolare un 5000 o anche lo stesso 3000 che non solo consentono di aumentare la cilindrata del motore ma rendono anche la meccanica di corsa più reattiva. Tutto ciò a mio avviso puo solo produrre notevoli benefici durante una preparazione lunga e difficoltosa come la maratona.

D.Molti podisti amatori spesso si affidano ad una programmazione “fai da te” cosa ne pensi a riguardo?

R. Sostengo che in ogni sport, la programmazione fai da te sopratutto se si ha poca esperienza alla spalle, intesa non come anni di sport ma come modo di allenarsi, porta spesso a non raggiungere l’obiettivo prefissato oltre al rischio di incorrere in spiacevoli infortuni. Nel nostro caso la preparazione a gare come la maratona o anche la stessa maratonina necessita di alcuni stimoli fondamentali che devono essere inseriti in ogni buon piano di allenamento. Mi riferisco a ritmi medi, ripetute lunghe e lunghissimi e che se mal interprati ed affrontati con eccessiva verve, sia dal podista esperto ma sopratutto dal neofita dopo un periodo iniziale di euforia possono portare a sindromi di overtraining da dove se non sapientemente indirizzati è difficile venirne fuori e che in alcuni casi porta sia nel podista all’abbandono della preparazione o al mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati.

D. Ci sono podisti che gareggiano di continuo altri che scelgono poche gare l’anno, quale è la tua esperienza ?

R. Siamo AMATORI: possiamo gareggiare continuamente. Ovvio dovremmo ridimensionarci un po’ con i risultati che poi otteniamo perché la regola d’oro ci impone che la forma massima può durare dalle 8 alle 12 settimane e dopo occorre un periodo per rigenerarsi ma se ognuno di noi vive la gara non solo come evento agonistico ma anche di condivisione nulla vieta di farlo. Per quanto mi riguarda se devo preparare determinate tipi di gare a cui tengo molto come una maratona o anche determinate corse su strada, preferisco allontanarmi un po’ dalle competizioni per concentrarmi meglio sugli eventi da me scelti.

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