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L’ecomaratona delle Madonie di Maurizio

M. D'Ippolito al Santuario Madonna dell'Alto Madonie foto A.Ponari

Gli appunti di Maurizio d’Ippolito ci portano sul percorso dell’Ecomaratona delle Madonie

Torno dopo tre anni a Polizzi Generosa per prendere parte per la seconda volta alla storica Ecomaratona delle Madonie – corsa lunga-, che considero una delle 4 gare più belle che vengono organizzate ogni anno in Sicilia dai diversi circuiti trail running attivi in Sicilia.

Magistralmente organizzata da Roberto Cipriano e dal suo staff, l’Ecomaratona delle Madonie, che si caratterizza per il percorso ben segnalato, presidiato da numerosi operatori volontari e per gli ottimi ristori, è  inserita all’interno del circuito Bioecotrail Running UISP 2015  con gli obiettivi specifici di  stimolare una  attività sportiva Trail e insieme di promuovere il territorio madonita, la sua cultura, le sue tradizioni enogastronomiche, il suo folklore e tutto lo splendore della natura e dei luoghi, dove il tempo sembra essersi fermato.

La mia gara da 42 km, che si è svolta, dal mio punto di vista, con un tempo meteorologico perfetto,  ha avuto inizio alle 8.30, classificandomi al quarto posto della mia categoria.

Partendo da Polizzi Generosa nel cuore del suggestivo e peculiare Parco delle Madonie, la gara in prevalenza si è svolta attraversando sentieri ripidi, zone boscose: faggete, distese di conifere  (tra cui i diversi esemplari di rari Abies Nebrodensis), ginestre profumate, gli ultimi papaveri, ranuncoli  e un fondo bruno della terra e le grigie pietraie calcaree, che restituiscono la vera durezza al paesaggio. Luoghi talmente belli che non si può non averne rispetto. Per l’intera durata della gara corro con determinazione, cercando di non scalfire, per rispetto di questi luoghi, il naturale silenzio e l’ordine naturale.  Penso che corro anche nel rispetto dei runner, gli altri protagonisti di questa corsa, quelli più bravi e veloci di me che mi superano con scioltezza,  corro nel rispetto dei runner che riesco a superare, sia pur con fatica.

Il rispetto, questo è uno dei  sentimenti che il Trail affina in ciascuno di noi: il rispetto per tutto e tutti: cose, animali e uomini.

La mia corsa è stata una corsa continua in questi magnifici ambienti naturali: dapprima la salita verso Roccasella (una dura salita), dopo l’arrivo in cima di Monte Cervi a 1675m, e ancora una discesa fino a Quacella (m. 1190). Un lungo dislivello negativo che ha fatto girare meglio le mie gambe, dove anche i quadricipiti hanno ripreso fiato, un vero toccasana prima di intraprendere la faticosa salita fino alla cima del Monte SS. Salvatore (m 1912). Qui quasi per ricompensa per tanta fatica, si è potuto assistere ad un panorama e un paesaggio che toglie il fiato. Poi dopo avere attraversato un fitto bosco, con fondo coperto di foglie, e una faticosa, lunga ripidissima salita, dove il respiro è diventato più breve e frequente e si gronda di sudore, sono arrivato  al 30 km al Santuario di Madonna dell’Alto, alla sommità del Monte omonimo (m.1820). L’eremo, che si presenta come una imponente costruzione, ingloba, per quanto ne so, la cappella devozionale con una elegante statua quattrocentesca della Madonna.

E’ seguita  una lunga discesa di 12 Km, di cui 8 km sono costituiti da un lungo stretto sentiero, un  single track, dove vengono messe alla prova le capacità dei runner di mantenere un assetto stabile durante la discesa. Infine gli ultimi 5 km, che mi sono sembrati “interminabili”, mi hanno condotto verso via Garibaldi-piazza Itzia, verso il traguardo, dove sono arrivato dopo 6 ore e 4 minuti di corsa: 364 minuti di appassionante e indimenticabile corsa trail.

Anche questa volta il caldo, il fango, le salite, lo slalom sui single track in discesa, non mi hanno fermato, ho messo l’anima e la mia passione per continuare a correre fino al traguardo, dove a quel punto ho guardato indietro e ho visto che tutto era reale: ciò che sembrava impossibile era realtà; e allora mi sono reso conto che questa è la vera vittoria da podio: avere trasformato un sogno in realtà.

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