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Il Trail dell’Etna di Teresa

crateri silvestri etna

Prontamente pubblichiamo il  coinvolgente racconto di Teresa

La mia seconda avventura sull’ Etna dovrei specificare, giacché l’ ho sperimentata due anni addietro, ma in quell’occasione partimmo, se ben ricordate, da un altro versante. fino a due anni fa non avevo mai avuto dimestichezza con tutte quelle tipologie di terreno. Gli ostacoli furono parecchi… quella di ieri, invece, rapportata con la precedente esperienza, é stata ben preparata, non tanto sotto l’ aspetto fisico, mi sono allenata in montagna con il nostro buon e paziente Viller, ma anche sotto quello psicologico.

Ma come ben sapete, il trail riserva sempre e comunque sorprese che stupiscono, stressano, affascinano…Il percorso é stato talmente variegato, che ancora adesso nella mia mente devono sedinentarsi tutta una gamna di emozioni e i miei occhi, lontano dalle foto, cercano di rivedere i vari passaggi che mi hanno impegnata come non mai!

La famosa Valle del Bove, la Schiena dell’ asino, la terribile e stroncante salita, il fiato corto, ansimavo e temevo di non riuscire ad arrivare in vetta. La nebbia che ci avvolgeva in trasversale, il paesaggio intorno, nero forse desolante per chi non ama quelle rocce y quelle immense distese di roccia nera…Tutti in fila indiana, in religioso silenzio. Le mani e i piedi che affondavano nella sabbia, nei sassolini che graffiavano i palmi. Sempre gattonando, ogni passo avanti equileva a tre indietro, la forte pendenza, circa il 30% , ci spingeva giù… e se capitava di alzare lo sguardo in vetta, lo scoraggiamento era pressoché totale. Pensavo, pensavamo di non farcela! Dopo la dura salita, ci attendeva la scivolata lungo sabbia. Io che sono di minuta costituzione fisica, planavo cercando di equilibrare gli sbilanciamenti del corpo e spesso mi dono lasciata andare scendendo come sulla neve…risate e graffi e ancora risate e urli di gioia liberatrice, ma i segni lasciati dal ruvido contatto con la sabbia ha, ahimè, lasciato il segno! Altri passaggi, meno difficoltosi, hanno egualmente impegnata… Guardavo il mio crono ed ero molto contenta di arrivare al cancello cronometrico entro il limite imposto.

Le sorprese del non trovare le fettucce. In un punto del percorso ero non solo da sola ma pure con il cellulare scarico. Mi ero lasciata un gruppetto alle spalle. Non vedevo più le fettucce ed ero indecisa se proseguire lo stesso o meno. Avanzai per la verità, ma non vedevo nulla. Con il cuore in gola cominciai a chiamare i ragazzi che prima o poi sarebbero sopraggiunti. Almeno venti minuti dopo eccoli arrivare… assieme abbiamo proseguito, corricchiando e molto ma molto in fondo, dopo una curva bel bosco, abbiamo intravisto una fettuccia. Sollievo, ma il panico e lo stop compromise in parte il mio ritmo.

La seconda e …inenarrabile sorpresa l’ abbiamo avuta intorno al sedicesimo chilometro. Quando io e una giovane donna con la quale terminai quest’ avventura, ci rendemmo conto che non c’ erano fettucce, il nostro sguardo scandagliava fra alberi, arbusti erba, nulla! In lontananza scorgemmo una casa, un uomo in piedi. Ero convinta che si trovasse in difficoltà…ci disse di svoltare a sinistra e di proseguire senza esitazioni. Quell’ uomo era Adolfo Sgammeglia. Un angelo direi! Quel punto ove lui si trovava era un bivio e nel caso avessimo tentato di svoltare a destra ci saremmo trovati su un altro versante…mi vengono i brividi al solo pensiero. Questo ulteriore stop ha messo a dura prova il mio equilibrio, ed é stato ancora più difficile riprendere a correre in quei sentieri del bosco, ricordo che almeno dopo due chilometri, abbiamo intravisto la familiare fettuccia… poi ricordo di avere zampettato sul liscio basolato e a volte ho tirato fuori inaspettate doti di equilibrista. I chilometri scorrevano l’ uno dopo l’ altro, io scendevo, saltellavo, incespicavo e un paio di volte sono scivolata su arbusti spinosi. Le ennesime salite, di moderata pendenza le ho affrontate male. Il mio sogno di arrivare alle sei ore di dileguava sempre più. Ma neppure per un secondo ho pensato di mollare. Ho camminato parecchio, godendomi il paesaggio, guardando i fiorellini, margheritine bianche, ostinate a crescere in quel terreno, voglia prepotente di vita! Il traguardo…ho pianto, di gioia, di sollievo, di rabbia … ma si sa, il bagaglio delle emozioni sulla nostra groppa, contiene un po’ di tutto! L’ artefice o gli artefici della malefatta di ieri, ha dimostrato tanta miseria morale, e antisportività nel caso per ipotesi, faccia o facciano parte del trail. Grandi nomi, come Lara, Pippo, hanno avuta compromessa la gara…

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