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Il mio primo Ultratrail di Marco Traina

Traina e Olmo

Sono già 4 giorni che penso inesorabilmente alla gara…sempre più vicina, lascia trapelare ansia e tensione, la domanda è costante riuscirò? mi sono preparato a dovere?

Tornato da Roma alle 20.30 del venerdì sera con un ora di ritardo la tensione sale ad ogni minuto.  Arrivato a casa ho solo il tempo di mangiare preparare le ultime cose riposare un ora e mettermi in viaggio con il team di supporto (mamma,sorella,Sarah)…

alla guida c’è mia mamma io provo a dormire tutto storto non è un viaggio comodo e rilassante! Arrivati in prossimità dell’uscita FIUMEFREDDO è già troppo tardi per capire di girare ma non ci perdiamo d’animo usciamo a Giarre, prendendo per i paesini che al buio sono come labirinti! Sono le 5 del mattino e in meno che non si dica le 5.30 la tensione si fa alta è tardi. Mia mamma guida come una campionessa di rally tra i tornanti, ma ogni tentativo è vano per arrivare puntuale!!! di fretta mi preparo in macchina. SONO PRONTO! ma in ritardo.. Alle 5.45 recupero il numero alla partenza metto il microchip e parto ovviamente più che ultimo neanche la scopa a tenermi compagnia per i primi chilometri, non mi demoralizzo anzi questa situazione mi da una carica adrenalinica senza pari.

Finalmente riesco ad aggregarmi al gruppo, vedo la scopa, vado avanti e continuo. Incontro Gimmy, il sorriso torna dando più serenità, poi il dottore Antonello e Gennaro…

Giovanni dai ristori mi grida che sto andando troppo forte verissimo perché prima del 30esimo chilometro sono dietro  Luisa, non ci credevo e cominciavo a pensare che qualcosa non andava… in verità andavo troppo forte nella prima parte. Arrivati intorno al 30esimo probabilmente per l’altitudine o la stanchezza accumulata nel primo tratto ho un senso di nausea esagerato mi porta a fermarmi per vomitare, ma superata la crisi riprendo sempre più deciso a finire.

E’ intorno al 48esimo che le vere crisi cominciano ad assalire il mio corpo le gambe sono dure e doloranti, la testa viaggia per gli affari suoi cercando di darsi forza e motivazioni per andare avanti, stringo i denti e continuo per risalire a 3000m mancano solo 16 km di cui 7 di discesa. Cosa? Proprio qui comincia la parte più dura della gara si soffre la salita non spiana mai e in più sono solo io, le pietre e il vulcano. Silenzio. Solamente verso la fine della salita riesco a rivedere Antonello mancano solo 2 km alla discesa. Saranno i 2 km più lunghi di sempre quasi penso di fermarmi, ma è lì che la testa mi è stata di aiuto. Ecco finalmente la discesa tutta cenere lavica. 7km di adrenalina pura, ma non è così rilassante per le gambe come immaginavo anzi scoppiano e fanno male l’unico sollievo è vedere in lontananza l’arrivo. Penso di avercela fatta e comincio a gustare i rumori provenienti da Piano Provenzana. Sono felice e distrutto. Due opposti che stanno così bene insieme quando hai un obiettivo. Poi ad un tratto sono arrivato, non ci credo, mi inginocchio e penso (ca##o!) ho finito la mia prima ultra… Ora aspetto solo che cadano le unghia degli alluci…

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