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Zoot e Pillo di Giovanni De Luca

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È un giorno di primavera, Zoot non ha chiuso occhio tutta la notte. Sa che non può tirarsi indietro. Tutto era iniziato 5 mesi prima.

Quel giorno, seduti al bar, Zoot e Pillo avevano deciso. Stavano concretizzando il loro desiderio. Partecipare ad una gara di corsa in primavera. Non una gara qualsiasi, ma la Supermaratona di Monte Lupo.

Una gara che parte dal mare, dalla spiaggia di Lido Fiori per salire fino in vetta a Monte Lupo, quota 2990 metri slm. Il percorso, una volta usciti dal paese e attraversati i sentieri viticoli ai piedi del monte, si sarebbe sviluppato tutto in salita. Un bosco fitto fitto di betulle fino al trentraduesimo chilometro per continuare negli ultimi 10 km su sentieri, privi di alberi, ma intensamente colorati dall’azzurro del cielo e dei fiori delicati e profumatissimi di piante nane e spinose. Naturalmente con vista mare, che valeva quella faticaccia piena d’emozioni lunga 42,195 km. Lo spettacolo è assicurato!

In questo tipo di competizioni Zoot è molto bravo. Parte forte e continua ancora più forte. Instancabile. Temuto e rispettato da molti avversari. Un podio non lo manca quasi mai. Pillo, invece, preferisce “socializzare”. Corre “buono”, si. Alternando forza, velocità e puro divertimento. “Babbìo” come dice lui.

Ora Zoot è lì, con il cuore che già batte forte, assieme a lui c è Pillo con altri 300 “matti” stretti stretti dietro il nastro di partenza.

-”L’ansia pre-gara ti dà una marcia in più … e io m’addiverto assai!”- Pillo scherza sempre alla partenza, ma Zoot già guarda il suo cronometro… è pronto!

Si sapeva già, la gara è iniziata forte, fortissima e in salita, sui sentieri stretti, solo i più allenati riescono a tenere il ritmo. Dopo 20 km, neanche a dirlo, Zoot spinge ancora sulle gambe, salta sassi e radici. Tiene la bocca semi aperta per prendere aria. Per catturare più ossigeno da mandare ai muscoli delle gambe. Lui le incita le gambe e loro rispondono bene.

Mantiene un’ottima quinta posizione ma la gara inizia dopo il bosco, negli ultimi 10 km.

Zoot sente di essere più forte proprio nel tratto più impetuoso. Appena usciti dal bosco, ha una marcia in più. Ha recuperato il quarto uomo che gli sta davanti. Il riverbero dei raggi solari sul mare gli fa stringere gli occhi. Si gira a guardare l’orizzonte. Solo in quel momento si accorge cosa avesse intorno. Il mare. Un mare immenso. Infinito, tutt’uno con il cielo.

Zoot rallenta, si ferma per cercare l’orizzonte ma non riesce a distinguere quel confine inesistente. Il respiro è corto e profondo e chissà perché gli vengono in mente tutti quegli omini scuri che affrontano quel mare ammassati sui barconi. Gli tornano alla mente tutte le foto che hanno fatto vedere in TV. Tutti quei corpi inermi scuri, che non possono più correre… scuri in controluce, con il contrasto del mare gli omini sembrano neri. Sono uomini, donne, bambini… famiglie intere in un mare immenso, in disperata ricerca della libertà, ricerca di una altra vita, diversa, sconosciuta. Qualunque essa sia!

Saranno passati alle sue spalle 20, forse 30 corridori. Il respiro adesso è regolare. Arriva anche Pillo, lo vede e si ferma… sta per chiedergli se si fosse infortunato… ma vedendolo immerso laggiù nel mare, si perde anche lui tra le sfumature azzurre della speranza.

Pochi secondi, forse un minuto. -”Andiamo!” – Pillo lo invita a proseguire – “Hai perso minuti preziosi, potevi vincere.”-

-”Non importa. Noi abbiamo già vinto. Siamo fortunati. Andiamo, oggi si babbìa. Andiamo, amico mio!”-

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