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La prima volta in 4 ore di Paolo Luparello

Ph aponari Ragusa 2016

La vigilia di una maratona ha del magico. Problemi muscolari, sindrome influenzale, allenamenti saltati, tutto sembra non contare. Anche a Ragusa 2016 è così.
Ancora alcune ore di sonno e poi la ruota del lotto darà il suo responso.
Sveglia alle 6, colazione alle 6,20, alle 7,15 a Piazza Repubblica di Ragusa Ibla in attesa della navetta dell’organizzazione per raggiungere la zona della partenza. Navetta superaffollata di maratoneti vispi come non mai ma riesco a salire a bordo. Si parte. La navetta si inerpica per gli stretti tornanti che salgono verso Ragusa alta e arranca con non poco sforzo. Si teme di dover scendere e spingere!
Per fortuna niente contrattempi e la vociante comitiva raggiunge la partenza. Pochi minuti ci separano dalla partenza, ma c’è il tempo di una foto di Adriana Ponari e un abbraccio con SuperElena Cifali con la quale stringo un accordo di massima … la seguirò come un ombra, questa era il mio progetto … non il suo!
Alle 8,20 finalmente si parte. Tutti i muscoli sembrano rispondere. Cerco SuperElena che già mi prende una ventina di metri. Poco dopo il primo km la raggiungo. Di chiacchiera in chiacchiera passano i km e mi rendo conto che andiamo da 5 minuti e spicci … SuperElena è sorniona … “perora vado … poi alla fine magari camminerò!” … aspetto fiducioso che rallenti, non sono nelle condizioni, oggi, di tenere quel ritmo, ma finchè posso la accompagno. Al decimo chilometro, forse sollecitato dai verdi pascoli e dalle vacche di razza frisona, mi fermo per un “piss stop” (si dice?). Quando riparto di SuperElena nemmeno l’ombra. Complice una curca è sparita dal panorama. Mi metto sul passo e dopo un paio di km riesco a raggiungerla. I saliscendi si susseguono e SuperElena non accenna a miti consigli. Provo a distrarmi con la bellezza del paesaggio. Campi di un bel verde divisi dai muretti a secco delle chiuse ragusane, sui quali pascolano vacche, pecore e capre. Al giro di boa dei 21 km il paesaggio muta decisamente. Ci si immette sulla strada parallela alla strada statale e il paesaggio è fatto di capannoni e ed esercizi commerciali che coprono la campagna retrostante. Al ristoro del km 24 mi fermo oltre che per bere anche per un secondo “piss stop” (si dice?). Vedo che SupeElena riparte e piano piano si allontana. Quando riprendo a correre ha già un vantaggio di circa 200 metri, credo che mi chiami non vedendomi … forse sono le prime avvisaglie della mia fatica. Continuo a seguirla a ragionevole distanza in una sorta di elastico che verso il 27-28 km mi porta a una cinquantina di metri da lei … ma non è giornata! Rallento ulteriormente l’andatura fino ad alternare tratti di camminata a tratti di corsa, non riesco a tenere una andatura lentissima ma costante. Dal 30 km siamo in piena zona industriale e i km si snodano per una strada che ha nulla di stimolante … solo strada da percorrere. Raggiungo una podista “stagionata” che anche lei alterna camminata e corsetta, l’unica differenza è che dietro di lei si è piazzata l’ambulanza della postazione medica … che cosa vorrà dire? Preferisco non conoscere la risposta e a scanso di equivoci provo un leggero allungo che me la fa lasciare definitivamente a debita distanza. La strada è propria monotona. Quando si è cotti la monotonia la vedresti anche in una foto della foresta amazzonica. All’orizzonte scorgo una possibile ancora di salvezza … dei “camminatori”! Con i loro bei numeri dorsali e in gruppetti di 4-5 si dirigono verso la comune meta. Decido di raggiungere il primo gruppo davanti a me e poi di camminare per un po’ accanto a loro. Ripeto l’operazione per altre 5 o 6 volte e gruppo dopo gruppo mi ritrovvo al 39 km … siamo arrivati sul ponte pedonale che porta a Ragusa alta e nella zona del Duomo. Si scollina e adesso ci attendono 2 km di discesa con brevi tornanti. Supero altri gruppi di camminatori … sono stati una vera sollecitazione al morale. Arrivo a Piazza Repubblica e l’ultimo km prevede una salita tostissima di almeno 300 metri … naturalmente riprendo a camminare e il cronometro segna 4 ore … pazienza, almeno sono arrivato al traguardo e senza alcun apparente problema. Una ragazza mi segnala che oramai mancano circa 200 metri all’arrivo e così trovo la forza per riprendere a correre e tagliare questo ennesimo traguardo.
La ruota del lotto ha dato la sua risposta … per la maratona il lotto non vale … quello che semini raccogli … diciamo che Ragusa 2016 è stato un lunghissimo di 42 km … ne riparliamo alla prossima 42!
Nella chiesa sconsacrata dove si ritirano le borse trovo SuperElena Cifali. Stanca ma raggiante. Ha chiuso in 3 h e 45 min … il suo personale! Ma proprio oggi? Complimenti a lei davvero. Chi si allena con la cstanza e l’ostinazione che leggiamo nei suoi resoconti merita questo e altri risultati.
E’ stata la mia prima maratona sopra le 4 ore … spero che non diventi una abitudine!

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