Associazione Sportiva Dilettantistica Palermo H 13,30 - Società Podistica

Maratonando a Messina di Paolo Luparello

Paolo a Marina di Cottone

Contro ogni logica e contro le mia attuali condizioni di forma (soprattutto di peso) ho deciso di correre, a distanza di due settimane da quella di Ragusa, la Maratona di Messina. Dico subito che mi è andata benissimo e che l’ho chiusa in 3 ore e 52 minuti dopo che quella di Ragusa mi aveva preso 4 ore e 8 minuti circa. E questo nonostante una settimana di assoluto riposo, senza cioè aver fatto neanche una sgambata di pochi chilometri … come si suol dire “follia pura” … ma cosa non c’è di folle in chi pratica il podismo? … quanto meno agli occhi di chi si stanca solo a sentirti raccontare cosa si fa per arrivare a disputare una mezza o un maratona intera!
Ma andiamo alla cronaca.
Non posso non cominciare questa cronaca senza ricordare colei che mi è stata al fianco per circa 28 km a Ragusa e 30 km a Messina, permettendomi di “quasi” non sentire i km che ancora non ho nelle gambe, parlo di Elena Cifali (o Superelena come ama definirsi … e come non darle torto per quello che fa!). Elena che però nei primi km di oggi ho lasciato un po’ dietro atteso il folto drappello di tesserati della società cui sono iscritto, la Palermo H13.30. Per dovere “associativo” mi sono sentito di accodarmi a chi dell’H13.30 aveva le mie stesse prospettive di tempo … non l’avessi mai fatto! Nonostante le dichiarazioni della vigilia che li vedevano ambire a un 3 ore 50 – 4 ore (hanno poi chiuso tra 3 ore e 37 e 3 ore e 43), mi sono trovato ad andare da 5 minuti a km (proiezione 3 ore e 30) per circa 13-14 km, tempi che hanno costretto a fare gli straordinari anche a Elena Cifali che è stata la mia salvezza quando ci ha raggiunti. A quel punto ho lasciato andare quei buontemponi, nel senso di coloro che ambiscono a un “buon tempo” … ma anche in quello di coloro che si dilettano nel “fari spitale” (per i non palermitani, significa che amano dichiarare performance meno ambiziose di quelle che poi si faranno o si conta di fare!), e mi sono accompagnato con la regolare Elena Cifali, cosa che mi ha permesso di andare a un ritmo meno indiavolato e di poter osservare la bellezza di alcuni scenari lungo il percorso della maratona.
Impegnativa la partenza con circa 3 km di salita. Partendo da Piazza Unione Europea si va verso Piazza Cairoli, le si gira attorno per poi prendere la strada che va all’Arsenale della Marina attraverso l’impegnativo ponte americano. A proposito di girare attorno a Piazza Cairoli devo dire che soltanto in pochi abbiamo seguito il percorso “previsto” in quanto la quasi totalità dei podisti ha preferito “attraversare” la piazza … qualcuno ha dato la spiegazione che gli alberi della piazza ospitano delle razze rare di passeracei e i podisti, amanti della natura, non hanno voluto perdere questa occasione di ammirare da vicino questi uccelli (i maratoneti se la sono concessa anche al secondo giro questa “osservazione”)! Bello il passaggio all’Arsenale tra ancore e vecchi edifici e dove insiste la famosa Madonnina che i più anziani o gli incalliti dei viaggi in auto verso l’Italia conoscono perchè domina il braccio di chiusura del porto di Messina ed è visibile dai traghetti per vanno o vengono dalla Calabria, così da vicino, anche se di spalle, non l’avevo mai vista e verosimilmente mai più la vedrò. Fatto il giro dell’arsenale si torna verso la zona di partenza, rifacendo il ponte, e i podisti sono stati intruppati tra i binari del tram (che nella mattinata non è stato fatto andare, altrimenti non sarei qui a raccontare) in direzione nord sul lungomare fino al giro di boa strettissimo in “uno sputo” di marciapiede in corrispondenza del quale si raggiuge il 16esimo km per tornare lungo la stessa strada all’arrivo.
Grazie ai “buontemponi” dell’H13.30 ho passato la mezza in 1 ora e 48 min scarsi. Le gambe comunque andavano e il ritmo ora più tranquillo mi ha permesso di arrivare al 30 esimo km in corrispondenza del quale ho preso un leggero vantaggio, poi incrementatosi, su Elena Cifali che ha preferito fare un ristoro più tranquillo, accusando forse lo sforzo iniziale. Ho continuato fino al giro di boa del 36 esimo km che in questo secondo giro non sembrava mai voler arrivare. Per altri due chilometri dopo il giro di boa ho continuato sul passo ma al 38 esimo km ho cominciato a sentire il bisogno di fare altro … mi sarebbe piaciuto essere altrove … ma c’erano quei 4 km e spicci ancora da fare. Ho cominciato a camminare per brevi tratti e al pasaggio di qualche concorrente che mi raggiungeva provavo ad “attaccarmi” … e fu così che al passare di una podista di origini nordiche che non passa inosservata sono riuscito a fare anche l’ultimo km che per cavalleria ho concluso alle sue spalle … grazie ignota nibelunga!
Da un punto di vista tecnico la Maratona di Messina mi è sembrata abbastanza veloce, nonostante il ponte e qualche falsopiano sul lungo mare. I messinesi erano assenti per ampi tratti del percorso e dove erano presenti strombazzavano i clacson delle loro auto intruppate nell’attesa del nostro passaggio o decidevano di attraversare la pista ciclabile nella quale si è corso per una parte del lungomare. Nel complesso mi sono divertito, così come credo si siano divertiti tutti coloro che si sono voluti concedere una giornata di sport e all’aria aperta. Giornata che si è rivelata ideale per la corsa con un bel sole non troppo caldo che ha preso il posto delle nubi che miancciavano pioggia nella mattina.
Chiudo con un consiglio. Se decidete di partecipare a una gara e non sapete a che ritmo è opportuno che la facciate … fate di testa vostra a qualunque costo e diffidate di quelli che vi dicono che loro sono lì per caso e che il posto più adatto per loro sarebbe stato l’infermeria di un centro trapianti per come si sentono e per quello che hanno patito nei giorni e nelle settimane precedenti. Il podista è solo ed è circondato da “buontemponi” nel senso che ho descritto prima!
P.S. La sera prima della corsa ci siamo trovati in una osteria del centro di Messina per una cena gemellata con un altro team palermitano il cui presidente, dalle tante primavere e dalla pratica podistica ancora attiva, è stato prodigo di consigli. Propongo che sarebbe opportuno organizzare un incontro di aggiornamento sulle tecniche di avvicinamento alle gare … docente Mario Lo Cicero naturalmente!

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