Associazione Sportiva Dilettantistica Palermo H 13,30 - Società Podistica

La Maratonina della Concordia di Paolo Luparello

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Ho già corso la mezza di Agrigento. E’ bella la salita verso i templi e la corsa lungo il parco archeologico. I templi ti ricordano che questa è stata la culla della civiltà. Chissà se tornerà ad esserlo. Mi piace la sveglia presto la mattina e il sapere che dovrai percorrere tanti chilometri per arrivare a destinazione. Mi piace il senso del viaggio, la destinazione è un dettaglio. Quando è possibile mi piace usare i mezzi pubblici, ma anche viaggiare da solo alla guida dell’auto non mi dispiace, anche perchè posso ascoltare la musica che preferisco senza correre il rischio di nuocere a qualcuno. Sveglia un quarto alle 5 e colazione come Dio comanda. Alle 6 meno qualcosa sono già in macchina. E’ bella Palermo alle prime luci dell’alba, specie se accompagni le immagini con la tua personale colonna sonora … si comincia con Guccini. La guida non impegna molto e la mente segue i suoi pensieri … che poi sono i tuoi, ma la mente sembra decidere senza di te. A tutto penso tranne che alla corsa. Non corro da una settimana. Ho scoperto che meno mi alleno e più veloce vado … ma a me non interessa andare veloce … mi piace correre … correre per combattere la mia battaglia con la bilancia e perchè quando corro penso e mi piacciono i pensieri della corsa … quante idee, quanti spunti … e bello correre. Per la mezza di Agrigento penso che seguirò Antonino De Simone e Giovanni Arena. Questa volta seguirò la loro andatura e vediamo se anche questa volta mollerò all’ultimo chilometro. E’ tempo di cambiare colonna sonora … è tempo di Enya. Bella la campagna. Ne posso vedere solo i colori, sarebbe bello respirarne anche gli odori. La campagna è affascinnate alle prime luci dell’alba e al calar del sole … si riempie di mistero e di profumi. Non c’è traffico. La Palermo Agrigento è un cantiere aperto oramai da più di due anni. Carreggiata ristretta e alternanza di semafori. Tutti rossi … i primi 5. A Manganaro c’è un po’ di foschia. Misteriosa la nebbia. Non ho fretta. Mi fermo a San Pietro per un caffè e un piss stop. La temperatura è sotto i dieci gradi. Non sento il freddo. L’adrenalina della gara prossima non me lo fa sentire. Sono già in prossimità di Agrigento. La terra del caos non poteva essere nome più adatto. L’altra volta venni con Filippo Castiglia e fu un’impresa arrivare a San Leone. Questa volta vorrei evitare inutili girotondi. Sembra che ce l’abbia fatta. Posteggio a circa un chilometro dalla zona partenza. Mancano 45 minuti. Devo ritirare il pettorale da Nino (Ninazzo o zio Nino) Genova. In zona partenza incontro Gimmi Scardavi, Antonino De Simone, Emilio Chillemi, un altro H13:30 che non conosco … poi arriva Antonello Cinquegrani. Si aspetta Nino. Non arriva. Decido di andarmi a cambiare … il pettorale lo prenderò dopo. Altro piss stop sul lungo mare … il pensiero va all’insegnante licenziato per aver pisciato in un giardino … non era un maratoneta … vero?
Decido cosa indossare. Pantaloncino da runner … fa troppo caldo a San Leone. Come scarpe abbandono le Pegasus e preferisco una scarpetta leggera dal nome impronunciabile comprata a Budapest per fare qualche sgambata lì. Sono pronto. Torno alla partenza. Altro piss stop … non sono così “prolifico” normalmente … boh! Scardavi ha il mio pettorale … 727 … forse un 747 sarebbe più adatto al mio tonnellaggio. Mentre faccio un po’ di esercizi pre gara arriva Elena Cifali. Ci saremmo dovuti vedere all’arrivo. Ha scritto su Fb che ha un’idea da propormi. Mi butta lì l’idea. E’ bello pensare che una persona che conosci a distanza tramite i social possa avere una considerazione tale di te da proporti quello che mi ha proposto. Purtroppo devo declinare l’invito … sono fin troppo impegnato per tutta una serie di cose ma ammetto che non è soltanto per questo … con Elena ne parleremo un’altra volta … forse al Passatore, lì ci sarà tempo. La partenza di avvicina. Partiti. Dal fondo dello schieramento parto tranquillo. In meno di un km riprendo Elena. Continuo senza strafare. Supero anche Scardavi. Prima del primo giro di boa prendo pure Cesarone. Antonello Cinquegrani va come un indiavolato, è avanti e non di poco. Raggiungo Papi. Corro un po’ accanto a lui. Poi vedo De Simone poco più avanti. Provo a raggiungerlo. Con De Simone facciamo alcuni km insieme sul piede dei 4 min e 30 sec. Quando comincia la salita verso i templi ho un passo più veloce del suo. I templi mi distraggono. E’ bello correre tra i turisti stupiti per la maestosità dei luoghi e la fatica di quel popolo in mutande che corre. Quanto ritorno dal giro di boa dei templi mi rendo conto che ho preso un certo vantaggio sia su Antonino de Simone sia su Papi … ma ci sono ancora 10 km da correre … e il sole picchia … e io non so se riuscirò a tenere quel ritmo. In discesa non forzo. Vado raggiungendo alcuni che mi precedono. Provo ad attacarmi a loro per seguire ma non riesco a controllare il mio passo … vado. Al 16 km, al passaggio nella zona arrivo, sarei tentato di finirla lì … ci aspettano gli ultimi 5 km con andata e ritorno sul lungo mare … una noia mortale e con le energie al lumicino. Riesco ad attaccarmi a una podista piè veloce. Faccio una sorta di elastico. Ogni tanto sono tentato di lasciarla andare ma poi ci ripenso e la seguo. Da un momento all’altro mi aspetto il sorpasso da parte di Antonino e di Papi. Sono oramai cotto. Dalle dita del piede sinistro arrivano piccole scosse di elettricità … vuoi vedere che salteranno altre unghia? Sono all’ultimo km e di Antonino e Papi nessuna notizia. Raccolgo le ultime energie e provo a continuare sul ritmo … anche se la solita vocina continua a dire … dai è finita puoi anche camminare un po’ … non l’ascolto e finalmente arriva il traguardo. Anche questa è fatta sul piede dell’ora e 37 minuti … considerata l’altimetria e il caldo un buon tempo. Dopo poco arrivano Antonino e Papi … anche loro sono un po’ provati. Sarà per la prossima volta.
Tornando verso la macchina per cambiarmi vedo arrivare gli altri … Elena Cifali con Giovanni Del Noce … un tripudio di sorrisi e abbracci … poi è la volta di Gaetano Raneli e poi di Nino Genova … gli altri H13:30 saranno già arrivati. Mentre mi cambio rivedo il film della corsa passarmi davanti agli occhi. Perchè non me la sono presa comoda … un bel 1 h e 45 min con tanto di arrivo in parata? Invece no … il podista è solo … solo con la sua voglia di esplorare le sue capacità e le sue condizioni del momento. Sulla strada di casa la discoteca propone un De Andrè e poi Renato Zero … e un paio di brani ancora di Guccini. E’ stata una bella giornata … ad Agrigento … tra amici … ma anche avversari leali!

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