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Ironman di Lanzarote di Marco Traina

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Ottobre 2015, è allora che ho deciso di partecipare all’Ironman di Lanzarote, ignaro di quello che avrebbe comportato.

Accordatomi con Claudio, coach disponibile e attento ad ogni allenamento, siamo partiti diretti con due allenamenti al giorno, organizzati in 3 settimane di carico e 1 di scarico. I mesi sono passati velocemente e gli allenamenti sono diventati pesanti e lunghi il tempo sembrava non bastare. La tensione è stata un crescendo specialmente negli ultimi mesi, non sapevo a cosa andavo incontro, o meglio lo sapevo, visto le grandi parole di conforto che avevo sentito riguardo la gara prefissata.

Scomparso dalla vita di familiari e parenti ormai da un pezzo, mi sono ritrovato spesso ad allenarmi di notte o di mattina all’alba e già cominciavo ad essere un po’ impaziente di arrivare a quel giorno, finché la sveglia del 18 maggio non è suonata. La bici non entra in valigia… Panico ! l’aereo è domani che cazzo faccio adesso? fortunatamente c’è Giorgio, che lavorando da Cosentino e avendo esperienza a riguardo, compie il miracolo e risolve il problema.

Con una tensione mai provata, i giorni che mi porteranno alla gara trascorrono velocissimi e caratterizzati da emozioni e stress unici, rabbia, follia, felicità e curiosità.

Il 20 maggio ritirato il pacco gara, con il numero 522, comprate le ultime cose necessarie, è il momento di fare la spunta, i miei supporters (mamma, Alice e Sarah) non mi hanno mai visto così, sono intrattabile e soprattutto spaventato di avere scordato qualcosa. Finito il check in finalmente sono un po’ più tranquillo, si va a letto presto, la sveglia sarà all’alba.

Sabato 21 maggio 2016, il grande giorno è arrivato, dopo una buona colazione, mi ritrovo alla partenza i pensieri sono andati via c’è solo tanta voglia di portare a termine il mio obiettivo. Tanta gente parla, mi stringe, ma io sono assolutamente assorto, come fossi dentro una bolla di vetro, l’unica cosa che sento è la tromba della partenza…emozionante, comincia un percorso arduo. Il primo giro di nuoto è un carnaio di cazzotti, calci spallate, gente che ti passa sopra o ti tira, cerco di allargarmi in maniera tale da nuotare tranquillo ma riesco a farlo solo nel secondo giro, quando rientrato in acqua mi accodo a un ragazzo con cui ci siamo spalleggiati tutto il giro. Esco dall’acqua, indosso già il body,  mi servono solo le calze, prendo scarpe e casco e corro verso la bici, ho fatto un buon tempo 1,08 con 7 di transizione. Presa la bici mangio un gel, una barretta e bevo un po d’acqua. L’inizio è un po faticoso le gambe un po’ macchinose ma tengo una buona andatura, man mano che la gara prosegue tra sali e scendi, dune di lava e sabbia, e un paesaggio lunare senza pari, l’agilità riprende fino ad arrivare al 90esimo chilometro in cui le salite si fanno davvero toste. Qui penso sia cominciata davvero la mia frazione in bici salgo più veloce di quelli che ho vicino, sorpasso molta gente anche in discesa, con il morale alle stelle arrivo all’ultima salita MIRADOR DEL RIO, ragazzi che vista indimenticabile!

Sto bene le gambe rispondo non mi sento stanco mancano 60 km all’arrivo alternati tra discesa e falso piano, e dopo comincio la corsa, sono contento mi sento bene e non troppo affaticato. Arrivato in zona cambio guardo il tempo , 7 ore e 10 di bici mi sento emozionato di quanto stia andando bene rispetto le mie aspettative. Cominciata la frazione di corsa parto tranquillo, sto davvero tanto bene il passo per i primi 25 km e di 5.35. La maratona è molto tecnica tanto sali e scendi spacca gambe. Intorno al 27esimo è crisi, i dolori cominciamo a farsi sentire soprattutto nella parte bassa della schiena ho ancora energie ma mi sento bloccato. Continuerò la gara ad un passo più basso fino agli ultimi 5 km, in cui guardando l’orologio e desideroso di arrivare sotto le 13 ore raccolgo le ultime forze rimaste e riprendo i 5.30 al km. Arrivo al traguardo, quasi non ci credo: che emozione! ho finito il mio primo Ironman!

E’ difficile trattenere le lacrime, la gioia è indescrivibile soprattutto per la difficoltà del percorso. A caldo posso dire che è stato un percorso lungo che mi ha formato sia fisicamente che mentalmente. Un emozione unica, che chi non prova non potrà mai capire, e che rende l’impossibile fattibile. Finito questo primo Ironman, ho solo voglia di ricominciare! Lanzarote è un traguardo indimenticabile, che non rappresenta però la fine, ma l’inizio.

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