Associazione Sportiva Dilettantistica Palermo H 13,30 - Società Podistica

Il Passatore di Giammauro

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Quando decidi di partecipare ad una gara di 100km su strada sai che la testa avrà il ruolo principale per raggiungere l’obiettivo di tagliare il traguardo e quindi oltre il fisico devi allenare la mente.
Tutto inizia a Novembre con la Maratona di Palermo poi la Maratona di Messina una serie di lunghi con sua maestà Montepellegrino protagonista principale e poi le maratonine per distrarre un po la testa e il corpo dalla monotonia del passo lento.
Quando la condizione è altalenante a volte il pessimismo ti prende e ti consiglia di lasciare perdere, ma hai preso un impegno e devi mantenerlo.
Tutto questo condiviso con un gruppetto di persone fantastiche che con tanta allegria ha immaginato la gara, il passo, le soste, i ristori pur sapendo che una volta partiti ci saremmo adattati alla condizione del momento e così è stato.

E arriva il giorno della gara, avevamo pensato a tutto tranne che al caldo afoso, lasciamo le borse e ci avviamo alla partenza, tutti stretti non si respira si attende solo sparo, ci siamo si parte!

I turisti ci guardano come se fossimo dei marziani con questo caldo questi corrono! Usciti dalla città affrontiamo la prima salita che ci porta a Fiesole l’andatura è quella giusta ci fermiamo a tutti i ristori Giovanni e Antonio sono avanti con Giusi ci alterniamo un po’ sto avanti io un po’ lei. Un lungo piattone ci porta a Borgo San Lorenzo da lì comincia la salita verso Colla di Casaglia, il passo è sempre deciso, raggiungiamo Giovanni, passiamo il Gran Premio della Montagna in poco più di sei ore. Ci fermiamo per il cambio, sono contento: stiamo andando meglio del previsto. Inizia la notte e la discesa e arrivano i primi problemi tra il 60 e il 70 km la fatica si fa sentire in un ristoro troviamo la pasta che ci da la carica, da quel momento tutto fila liscio fino al 90° quando Giusi accusa la fatica a quel punto tiriamo i temi in barca fino all’arrivo dopo 13.40 ore siamo a Faenza. Missione compiuta! Sono contento ma non emozionato, mi siedo e ripenso velocemente alla gara penso al pubblico lungo il percorso, alle persone incontrate, alla fatica, ai miei compagni stanchi ma felici, ai 6 mesi passati insieme, adesso è arrivato il momento di riposare con tanti saluti al brigante Stefano Pelloni detto il Passatore.

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