Associazione Sportiva Dilettantistica Palermo H 13,30 - Società Podistica

Il Principe al Tor di Ferdinando Hardouin

image

A Ferdinando Hardouin sono sufficienti pochi minuti per delineare l’essenza di una gara come il Tor, e così quando l’ho incontrato nello spogliatoio dello stadio in quel frangente in cui si cambiano gli abiti più idonei per l’attività da intraprendere (correre o il vivere in città) sono bastate poche domande e la potenza del Tor ha destato la attenzione dei presenti.
D. Ferdinando, si ricomincia a correre!
R. Sì, finalmente, una pausa giusta ma tornare a correre era quel che ci voleva!
D. Magnifico il Tor e durissimo al contempo.
R. La durezza del TOR dipende dallo spirito con cui si affronta. Se si vuole arrivare prima possibile con interesse alla classifica è una gara veramente dura. Ogni sosta è vissuta come una “perdita” di tempo, il pensiero va costantemente alle posizioni di classifica perdute, alla voglia di arrivare prima. Il corpo chiede di riposare e la mente vuole continuare, e così si entra in un circolo vizioso, il corpo è sempre più stanco ed la mente non vuole saperne.
D. Diverso è se lo si affronta come un lungo trekking da completare a ridosso del tempo limite.
R. infatti, se si punta al tempo limite senza interesse alla classifica è impegnativo ma alla portata di molte più persone, ovviamente preparate. In gara bisogna trovare i giusti equilibri, ed è molto difficile.
D. Si racconta che in queste gare così lunghe siano frequenti delle allucinazioni.
R. Vero, riportano di avere avuto allucinazioni quasi tutti, le più comuni sono quelle di vedere persone che in realtà non esistono. La cosa straordinaria è che sai che è una allucinazione, che è una finzione, ma la vedi definita in ogni dettaglio. Un concorrente mi ha raccontato che per lunghi tratti vedeva se stesso dall’alto mentre correva come ripreso da un drone.
D. Però la Valle d’Aosta è unica, conosco un po’ la Val d’Ayas e le zone tra Courmayeur e La Thuille, sono montagne di grande fascino. Invece non conosco la zona del Gran Paradiso.
R. È una regione magnifica, prima di questa gara conoscevo un po’ la valle principale e qualche zona per via di gare più brevi, dopo il Tor ti rendi conto di quanti siano uniche le Alpi. Il Gran Paradiso è più aspro rispetto agli altri giganti, ma non meno bello.
D. Allora dopo il tor si può tornane in pista? Magari per una gara breve come un 1500 m?
R. Non credo, queste gare ed il Tor in particolare ti ammaliano. Anche se una gara in cui tutto si decide in una manciata di minuti sarebbe da provare… In pista ho corso qualche volta i cinquemila.

Condividi questo Articolo
Associazione Sportiva Dilettantistica Palermo H 13,30 - Società Podistica