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Cronache fiorentine

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Ci sono molti motivi per visitare Firenze. Uno di questi, nei tempi moderni e dediti alle faticate volontarie, è quello di andare per correre la maratona.
Pippo, Giuseppe, Geri, Cesare, Pierino, Sergio, Giovanni, Maurizio e Marco colsero l’occasione di percorrere le calli del sommo poeta, in braghette corte e canottiera.

Ad un certo punto recandosi alla consegna dei pettorali il distinto signore dietro il tavolone chiese loro:
- oh che voi venite da Palermo?
- Sì. Certo!
- V’ha tradito il vostro parlare. Mi sovviene che conobbi un milite che veniva da Palermo ma che aveva una parlata strana e che correva come il vento. Mi ri’ordo che faceva in modo di non essere mai in servizio la domeni’a mattina per via del fatto che correva. A noi garbava parecchio giacché tornava sempre ‘arico di salami e bottiglioni di vino, lui vinceva e noi si mangiava e si beveva.
- Ma lei è per caso Carabiniere?
- Si, senza dubbio alcuno!
- Allora quello di cui parla è un nostro amico, si chiama Franco Mura!
- Oh bella! L’è proprio lui Franco Mura!!! Oh Mura! Gli si urlava a gran voce!

È proprio vero il mondo è piccolo, ma il drappello era concentrato e meticoloso quindi rimandarono i giri turistici e le esplorazioni gastronomiche (panino al lampredotto) all’indomani e si dedicarono ai preparativi pregara.
C’era chi appuntava pettorali sulla mitica canotta, chi cercava nuove opportunità per selfie ragguardevoli, chi postava gli uni e gli altri su facebook.
La mattina della maratona arrivò dopo una notte un po’ agitata, tranne che per Piero che aveva già corso un paio di settimane prima e quindi no aveva alcuna ansia di prestazione, e pure CesarOne non tradiva alcuna emozione. Chi era all’esordio era un po’ teso, chi tornava a Firenze dopo alcuni anni cercava di ricordare cosa era successo quella volta. Poi si partì e le calli si dischiusero a quella moltitudine in “cavusiddi”: piazze antiche dove camminavano i migliori ingegni del rinascimento, luoghi di storia, di civiltà somma e di efferati delitti, ponti stracolmi di preziose botteghe, l’odore del fiume misto a quello dei pellami, sfiorare monumenti e musei zeppi di tesori. In maratona corri e guardi un po’ fuori ed un po’ in te stesso, la fatica rende tutto più chiaro, più semplice.

Sì appena giunti al traguardo il prossimo obiettivo è chiaro a tutti: bistecca di chianina al sangue! Il lampredotto può attendere…

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