Associazione Sportiva Dilettantistica Palermo H 13,30 - Società Podistica

Un gelato a Tejeda di Sergio Piscitello

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Si, inizio proprio da qui, sembrerebbe un tranquillo pomeriggio in cui due amici si ritrovano a dissetarsi con un aranciata e un gelato nella calura di una giornata estiva, invece ci troviamo al 70° chilometro della Transgrancanaria . Disputare una gara di ultra trail significa spesso entrare in una dimensione diversa, dove un appassionato come me di questa disciplina, nonostante il fervore agonistico, si ritaglia un momento che permette di staccare o per ammirare quello che la natura ci regala o come in questo caso un momento di recupero veloce di energie psico fisiche che sono alla base di una gara di endurance. Il ns viaggio parte da Mas Palomas una località turistica della Gran Canarie , la Transgrancanaria è un evento sportivo di rilevanza internazionale giungono circa 4000 atleti per le varie distanze, c’è né per tutti i gusti dalla 265km alla 42 Km . Un Expo ben organizzato ci accoglie, l’aria che si respira è quella di un grande evento sportivo ; compagno di viaggio è Gioacchino Maniscalco della Marathon Misilmeri con cui ho già condiviso altre gare. La TransGrancanaria in tutti i suoi manifesti riporta “ Una meta, un Sueño “ e la dice lunga sulle difficoltà del percorso: circa 125 km e 8000 mt di dislivello positivo che attraversa l’isola Gran Canaria da sud a nord. Ma andiamo con ordine, la sera dall’Expo ci trasferiscono con i bus dell’organizzazione e dopo circa 2 ore arriviamo ad Agaete, un antico villaggio di pescatori nella costa sud dell’isola. La gara parte dal paese , dalla via principale stretta tra case bianche e celesti, questi sono momenti unici di una gara, che regalano emozioni vibranti : la musica, lo speaker che presenta i top runners , l’incitamento della gente, sono un cocktail entusiasmante; finalmente arriva il count down un rapido sguardo con Jack e partiamo a palla . La notte passa velocemente e subito mi ritrovo da solo, perdendo il contatto visivo con Jack, buona parte del percorso e caratterizzato da un lungo serpentone di luci che tracciano l’oscurità . Finalmente arrivano le prime luci del giorno ed arrivo a Teror siamo circa al 60° km, ritrovo Jack e dopo un rapido ristoro e uno scambio di parole, decidiamo di ripartire subito anche se sappiamo di avere un ampio margine sui cancelli orari : siamo molto concentrati e determinati . Correre di giorno, naturalmente è un’altra cosa : da Teror inizia un tratto molto bello canyon, le principali vette dell’isola ed in particolare Roque Nublo una attrazione per via di un monolite in vetta. I chilometri scorrono velocemente e dopo una lunga discesa piuttosto ripida e ricca di insidie arriviamo a Tunte , la gente del luogo ci accoglie festosa. Qui inizia per via di un affaticamento al mio ginocchio dx un piccolo calvario che mi accompagnerà per gli ultimi 25 chilometri. Convinco Jack a fare la sua andatura e quindi a non rallentare per non pregiudicare la sua gara ed inizio a gestire quest’ultimo tratto molto insidioso. Il greto di un torrente in secca , mi accompagna per gli ultimi 12 chilometri, i ciotoli limitano la mia corsa e il mio equilibrio è molto precario, ma nonostante tutto vedo finalmente le luci della periferia di Mas Palomas “ Una meta, un Sueño “ da lì a poco mi ritrovo nel “paseo” con la gente che mi incita “ “Animo Animo “ ed arrivo al traguardo. Una gioia immensa , un caloroso abbraccio con Jack che mi aspettava e adesso un meritato riposo pronto a ripartire per la prossima ultra . Ser..pi

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