Associazione Sportiva Dilettantistica Palermo H 13,30 - Società Podistica

TAT le impressioni di Giuseppe Polizzotto

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Una Domenica come tante. Tempo strurusu, di certo non quello per andare a mare. Una località, S. Onofrio dove ho trascorso tante estati, dove ho corso tantissimo, salite a morire ma sempre su strada.

Torre Artale Trail (TAT) è una allegra rimpatriata di assortiti podisti da montagna, che sono frutto di uno scisma all’interno della grande chiesa podistica mondiale. E in effetti la sensazione per me è di osservare un altro mondo , molte facce sconosciute, ma sopratutto una luce diversa nei visi di chi sa che si misura con la fatica ma anche con una natura che ha sempre l’ultima parola e non sopporta la boria di fenomeni pedestri.

Si parte alle 9,30 con rigoroso ritardo, e dopo un breve viale alberato imbocchiamo una serie di strade, stradelle, sentieri neanche troppo ameni che ci portano all’Arbolazzo e da li una strada che ci immerge nella riserva di Pizzo Cane. Adesso comincia la gara, con le villette della Domenica alle nostre spalle, si incomincia a salire immersi in un bosco, (non chiedetemi di che, perche di piante non so nulla e poi quando corro sono troppo concentrato su di me per notare queste minuzie da naturalisti).

Cerco di dare un ritmo costante ma tranquillo alla mia corsa non sapendo esattamente cosa mi aspetta e in effetti dopo un pò mi tocca scendere sul letto di un torrente asciutto, discesa che mette impietosamente in luce la mia completa goffaggine in terreni pietrosi e scoscesi.

Dopo essere stato umiliato persino da un panzone che pareva un tir fuori controllo mi avvio alla prima grande salita, da cui si gode la vista del lago di Caccamo. Li si corre poco, le pendenze sono importanti, cerco solo di essere costante, salvo allo scollinamento dove con piglio felino improvviso una corsetta a favore di Adriana Ponari che gentilmente scatta e gira ai posteri. Primo agognato ristoro, e poi si incomincia a respirare, il peggio è passato e un ultima salita, tosta ma piu corta della precedente mi porta alla casina di caccia, ormai in rovina del marchese Artale. Ora si sente aria di casa, anche se non si vede ancora il mare essendo sul crinale della montagna che sovrasta Trabia e solo dopo qualche km mi immetto nella strada bianca che attraverso una lunga discesa mi riporterà a destinazione di corsa , felice e graffiato.

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