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Il corso delle cose di Marco Maraschi

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Il messaggio di Felipe in chat recitava testualmente: “Potreste prendere un sassolino dalla spiaggia e portarlo in vetta! Così tanto per fargli levare la soddisfazione di cambiare il corso delle cose”.
Mai messaggio in chat fù così premonitore, illuminante e quindi salvifico.
Già, il corso delle cose.
Che a pensarci bene se, nella teoria, è vero che tutto è scritto, nella pratica non dovresti far nulla di nulla per cambiare il corso delle cose. Perché è già scritto. E’ scritto cosa farai quando “le cose” prenderanno quella strana piega per cambiare il corso delle cose.
E “quella cosa da fare” dovrai farla proprio in quel modo, non fosse altro perché è già scritta in quel modo. Non puoi mica pensare di essere creativo e fare qualcos’altro.
Insomma, è un po’ come la storia dell’uovo e della gallina, della gallina e dell’uovo… che poi alla fine mangio l’uovo e azzero il problema di doverne venire a capo.
Quando si dice ZeroTremila si sa bene di cosa si parli. Per chi non fosse avvezzo alle gesta podistiche la ZeroTremila è una gara di corsa che partendo dal mare raggiunge la vetta dell’Etna. Quarantatré chilometri sull’asse delle ascisse, 3km su quello delle ordinate. Ne viene fuori una equazione dal diagramma devastante in cui parti correndo con le gambe ma arrivi solo se hai la testa sin dal primo metro.
Gara in cui se poco poco sbagli l’alchimia degli elementi in ballo ne paghi le conseguenze con tanto di interessi.
Il passo, il vestiario, il meteo, come e quando reintegrare, quando camminare o quando correre, quando insistere nell’impresa o quando desistere.
Se tu che stai leggendo un giorno dovessi decidere di correrla attraverserai paesini incantevoli come solo quelli etnei sanno esserlo, uliveti e castagneti, incontrerai ginestre profumatissime, masserie, vigne ed agrumeti. Le persone ti aspetteranno con i bambini sull’uscio di casa, così come si fa con i parenti che vengono da lontano, per farti capire che su quelle strade sei il benvenuto  e che loro, quanto te, vogliono che tu riesca nell’impresa di raggiungere la vetta. Sono li per quello e te lo fanno capire in tutti i modi: incitandoti o mettendoti in mano ciò che hanno da offrirti. Fosse solo un sorriso.
Tornando alla storia, io il sassolino sulla spiaggia l’ho scelto con cura. L’ho preso piccolo e nero. Non volevo si sentisse troppo diverso dai nuovi amici sassolini dai quali lo stavo portando, contro ogni sua aspettativa e previsione di vita.
Ma prima avrei dovuto arrivarci in cima per cambiare veramente il corso delle cose, almeno quelle del sassolino. E in cima ci sono arrivato, non senza fatica e dopo un lungo momento di profonda crisi durante il quale, perso per perso, ho dovuto prendermi la briga di cambiare anche il mio personale corso delle cose.
Perchè la mia corsa aveva preso una strana piega ma io a quella cima volevo arrivarci.
A tutti i costi non mi piace dirlo, ma purtroppo è così. Invece di fermarmi, quando tutto mi diceva di doverlo fare, rischiando e venendo meno a quelli che sono i miei principi, non l’ho fatto.
Non me la sono sentita.
La chat recitava: ”Così tanto per fargli levare la soddisfazione di cambiare il corso delle cose”. Ed io quello ho dovuto fare, era scritto.
EdalloraZeroTremilafù, tutta d’un fiato.
Miles Davis - Ascenseur Pour L’Echafaud, 1957.
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