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Castelbolognese - 25 Aprile 2005 50 km di Romagna di Maurizio Crispi |
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La 50 km di Romagna è una delle gare su lunga distanza più antiche d'Italia: terza, come anzianità, dopo la Cento chilometri del Passatore (al primo posto) e – credo – dopo la Maratona di Russi (o del Lamone). Con questa edizione, la 50 km di Romagna ha fatto le prove generali per la celebrazione del suo primo quarto di secolo di anzianità (con la prossima edizione nel 2006). Anche in questa edizione le attese non sono andate deluse. La manifestazione si è sviluppata senza minimamente tradire il suo standard, con una partecipazione di podisti un po' inferiore ai cinquecento dal momento che si è verificata un'imprevista emorragia verso una maratona spuntata dal nulla e organizzata lì per lì, fuori da una calendarizzazione preordinata, a Bologna. La gara di Castelbolognese si è svolta dunque senza i bolognesi che, comprensibilmente, hanno optato per la gara da disputare a casa propria. L'atmosfera dell’evento podistico di Castelbolognese è sempre calda e conviviale. Si respira un'aria piacevole; puntualmente, si incontrano tanti amici sia tra i maratoneti che vogliono cimentarsi per la prima volta nelle asperità di un'ultra-maratona, sia tra gli ultra-maratoneti che la considerano un ottimo test in vista delle ultra-maratone in calendario nei mesi successivi, ma soprattutto come un ottimo banco di prova della Cento chilometri del Passatore che ha luogo di lì ad un mese. Ma, oltre ai runner che corrono l'intera distanza, partecipano alla gara di Castelbolognese, molti altri podisti e camminatori per la non competitiva per la quale – come è consuetudine in questo tipo di gare – è prevista l'opzione di distanze diverse. In più, a vivacizzare l'evento podistico, numerosi traguardi volanti lungo il percorso, nonché quello delle Trenta miglia, dal momento che, in questa edizione, la 50 km di Romagna era anche valevole come Campionato Italiano Assoluto IUTA Trenta Miglia di corsa su strada. In più, sempre per invogliare i podisti alla partecipazione in un panorama di gare podistiche fitto ed inflazionato, la 50 km di Romagna è abinata alla Pistoia-Abetone, con uno sconto sulla quota d'iscrizione alla seconda, se si è partecipato alla 50 km. Il percorso è assieme bello è duro, con la prima metà gara con una prevalenza di salite sino allo strappo finale di 5 km da Casola Valsenio sino a Montalbano; poi, dopo la discesa verso Zattaglia di cinque chilometri abbondanti, gli ultimi venti chilometri vedono quattro successive salite piuttosto consistenti, sino a tre chilometri dall'arrivo quando la strada si appiana (ma non del tutto: al 49° km ti regala una salitella insidiosa che, dopo tutte quelle macinate prima, non è, in definitiva, troppo gradita). Bene organizzati i posti di ristoro con un'ottima assistenza durante la gara. La giornata è stata molto calda, anche se all'inizio il cielo, piuttosto coperto, non lasciava presagire granché di buono, aprendosi in prossimità dell’orario di partenza. Nella prima metà gara, ha soffiato di continuo un vento spiacevole ed insistente che rendeva la testa leggera e non dava tregua; invece, una prevalenza di caldo e sole cocente nella seconda metà del percorso, in cui la strada era mediamente più riparata dal vento. Insomma, alla fine, ero tutto bruciante e abbronzato con il segno della canotta. Giacinta è partita subito davanti e malgrado l'incipiente tendinite è riuscita a fare la sua gara senza soffrire troppo, grazie alla fasciatura che molto laboriosamente si era fatta e all'unguento "Morandin" (Luciano Morandin è un ultra-maratoneta DOC non troppo anziano – anche se lo sembra – che compie sempre imprese podistiche di rilievo, anche lui a Padova il giorno prima. Quando ha visto che Giacinta aveva questo problema, le ha detto "Ora ci penso io. Prendi questa pomata. L'ho fatta io mescolandone diverse. E' portentosa! – questa è la traduzione presumibile delle sue parole. Di solito quando Luciano Morandin ci parla, io e Giacinta riusciamo a capire ben poco…) In effetti, l'infiammazione al tendine non ha subito peggioramenti e Giacinta ha tagliato il traguardo senza particolari incidenti – e senza un peggioramento del suo infortunio – in 5h07' Io, invece, all'inizio ho fatto un po' il fanalino di coda: con la mia innata tendenza alla divagazione, mi sono attardato a fare delle foto,rimanendo decisamente indietro, con l’ambulanza di fine corsa che, con pazienza e dedizione amorevole, mi ha scortato a passo d’uomo. Poi (incredibile ma vero!), dopo il 29° km ho "rimontato" ben due posizioni e mi sono ringalluzzito, ritrovandomi a lottare strenuamente per non essere raggiunto dai due che avevo superato. Così, al traguardo, non sono stato l'ultimo-ultimo e, per questa volta, non mi sono aggiudicato il contrassegno di fine-corsa da portare a permanenza attaccato alle spalle... Ho corso i 50 km in 7h 19’ circa. All’arrivo, mi sono toccati la medaglia di rito e un bel piatto di pasta per rifocillarmi, ma anche un ottimo gelato (non fornito dall’organizzazione, ma comprato dal gelataio in piazza). Questa è stata la mia sesta partecipazione alla 50 km di Romagna, ma sino ad ora non me ne sono stancato. Ogni anno ci torno con grande piacere perché è una gara che mi sta nel cuore, ogni volta piena di sorprese per tutto ciò che si ha modo di osservare: soprattutto i colori, i suoni, gli odori del mondo naturale di questa campagna romagnola, fatta di vigne e di frutteti che piano si va inerpicando verso le prime propaggini dell’Appennino, assumendo via via un aspetto sempre più selvaggio e movimentato. Palermo, 29.04.2005 Leggi anche la Cronaca dell'evento su podisti.it
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