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27 Novembre 2005La mia partecipazione alla Maratona di Firenze |
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Condizioni meteo pessime hanno contraddistinto questa mia partecipazione alla Maratona di Firenze. Firenze a Novembre è sempre molto fredda: ma questa volta faceva decisamente freddo. Il viaggio di andata da Milano si è svolto con non pochi patemi d'animo, perchè poco dopo la partenza ha preso a nevicare fittamente con la conseguenza di un forte di rischio di ghiaccio al passaggio dell'Appennino. Per ben due volte è stato necessario cambiare strada. Alla fine, con molto ritardo rispetto al previsto, eravamo al Maratona Expo al Campo di Marte: grande e variegato l’insieme degli stand e del centro organizzativo della maratona, un'organizzazione perfetta per accogliere quasi seimila maratoneti per il ritiro dei pettorali. Numerosissimi gli stand, ma tutto all'insegna del merchandising, pochissimi i gadget in distrubuzione gratuita, tantissimo materiale cartaceo: sono ben lontani i tempi in cui nelle grandi maratone, si potevano raccogliere gratuitamente gadget di tutti i tipi. Diverse spettacolazioni: tra queste, l'esibizione di un gruppo di capoeiristi, decisamente molto bravi. Il pezzo forte del pacco gara, anch'esso traboccante d’inutile materiale cartaceo, consisteva in uno zainetto Asics dotato di rotelle e di manico telescopico, tipo trolley, ma poco pratico sia per le dimensioni troppo minute per un trolley sia per l'assenza completa di tasche esterne. Quanto meno se n'è potuta apprezzare l'originalità, ma in passato si è visto di meglio nei pacchi-gara della Firenze Marathon... Record d’iscritti quest'anno, per l'esattezza 6058 podisti (di cui quasi 840 le donne!), anche se poi alla partenza degli iscritti se ne sarebbero presentati soltanto 5850 circa (probabilmente molti all'ultimo momento distolti dal cattivo tempo): un record non raggiunto l'anno scorso a causa dello "sgambetto" degli organizzatori della Maratona di Milano (che in modo imprevisto avevano cambiato la data della loro maratona, sovrapponendola a quella di Firenze). Innovazioni anche nel percorso che già su circuito unico sin dall'anno scorso, ha subito ulteriori ritocchi per renderlo più scorrevole: il percorso indubbiamente si è rivelato bellissimo (malgrado il maltempo che ha afflitto nelle ultime ore di gara i maratoneti più lenti, dalle 2h30’ in avanti). Al mattino, freddissimo e pioggia leggera. Ciò mi ha indotto a scegliere un abbigliamento piuttosto pesante e, in cima a tutto, con il pettorale attaccato la canotta societaria. Anche durante la gara, perfetta l'organizzazione come sempre: dall'area attrezzata per il deposito borse sul lungarno (con una lunghissima fila di autobus intercalati con tende da utilizzare come spogliatoio si percorrevano circa due chilometri per arrivare sino a Piazzale Michelangelo (dov'era ubicata la partenza). I più pigri sono saliti con il servizio navette appositamente predisposto, mentre laq maggior parte si sono avviati a piedi: una lunga, interminabile fila di maratoneti ciarlieri e chiassosi hanno superato il ponte sull'Arno e si sono inerpicati lungo le scalinate che portavano sino al Piazzale, da dove si domina, con una splendida vista, il panorama dell'intera Firenze. Il tempo nel frattempo si è un po' rischiarato e ha anche smesso di piovere: un buon presagio per dopo. Una folla immensa e brulicante sulla grande area del piazzale, file interminabili davanti ai bagni chimici, ma molti - senza alcun ritegno - hanno utilizzato il riparo precario di siepi e cespugli, oppure - i più disinvolti - hanno proceduto senza alcuna inibizione alle loro bisogne. In attesa della partenza, una banda di carabinieri in alta uniforme intonava marcette incalzanti Alla fine, con un ritardo di appena cinque minuti, è stato dato il via e l'enorme massa di podisti si è messa in movimento. Esaltante correre i primi cinque chilometri all'interno di un autentico fiume di podisti: una sensazione che soltanto in poche delle maratone italiane si può sperimentare. Ma poi, soprattutto per i più lenti la fila si è andata sgranando. A metà circa del mio tempo di maratona si è affacciato persino un pallido sole e ho sentito caldo. Ma poi, all'inizio degli ultimi dieci chilometri, proprio all'ingresso delle Cascine, grandi nuvoloni neri si sono ammassati in cielo, ha cominciato a soffiare a raffiche violente un vento gelido che trascinava dovunque le foglie rugginose dei platani in una danza selvaggia e è venuta giù una pioggia fredda e sferzante. "Pazienza - ho pensato - c'è da penare soltanto per poco... Mi rimangono soltanto gli ultimi dieci chilometri". Con le maratone è così: bisogna prenderle come vengono e non ci si deve mai tirare indietro... Gli ultimi chilometri sino al 38°, li ho percorsi in silenzio e in solitudine: poi lo spettacolo si è nuovamente ravvivato, quando sono uscito dal parco delle Cascine. "Ormai è fatta", ho pensato. Gli ultimi chilometri passano sempre velocemente e, all'improvviso, ci si ritrova in dirittura d'arrivo, provando la stessa emozione di sempre. Ho chiuso in 5h33' circa secondo il display dell'orologio situato all'arrivo, ma il mio tempo corretto (sulla base del rilevamento con il microchip alla partenza) è stato di 5h29' circa. Ecco i miei parziali:
Non male (per me), considerando che lungo tutto il percorso ho scattato fotografie con la macchina digitale (foto che è possibile vedere nella Galleria fotografica sulla Maratona di Firenze in www.podisti.it : foto non solo podistiche, che illustrano il percorso di gara e le sue bellezze/curiosità osservate dal punto di vista di un podista lento, quale sono io. Appena arrivato, appena il tempo di scattare le ultime foto e di arrivare agli autobus per ritirare la sacca degli indumenti e si è scatenato il diluvio universale... Ma ormai ero al riparo e ho potuto indossare i ricambi asciutti e confortevoli. Mentre mi sistemavo uno dei "super-maratoneti" (intendo con questa parola appartenente al “Club dei Super-maratoneti, fondato da Sergio Temperi) anche lui arrivato da poco mi ha detto "Allora ci vediamo a Latina, domenica prossima!" A malincuore gli ho risposto: "No, io non ci sarò... Partendo dalla Sicilia, a viaggiare ogni settimana per andare appresso alle maratona ci si svena (economicamente). Già è tanto quello che riesco a fare... e mi accontento così". Ma la verità è che mi accontento e non mi accontento, al tempo stesso: so bene che, le avessi a portata di mano, di maratone ne farei molto di più. Chi sta in Sicilia è decisamente svantaggiato da questo punto di vista. Una volta qualcuno mi ha detto: "Le tue maratone, considerando che vieni dalla Sicilia, valgono molto di più delle nostre. Ognuna delle maratone che fai è come se fosse una maratona fatta all'estero per noi." Riparandomi alla meno peggio dall'acquazzone, mi sono avviato per tornare a casa: ma adesso faceva davvero freddissimo e, prima di arrivare a Fiesole, dove avrei pernottato da un amico ho patito molto per ritrovarmi alla fine del tragitto tutto intirizzito: subito, senza por tempo in mezzo, mi sono concesso il piacere di un bagno bollente che mi ha ridato calore. Non amo molto le maratone affollate, ma questo ritorno alla maratona di Firenze dopo alcuni anni di assenza mi è decisamente piaciuto. Ora mi attende la Maratona di Reggio Emilia, una maratona mi sento affezionato e dall’organizzazione impeccabile, alla quale di quando in quando mi piace sempre fare ritorno.
Palermo, il 4.12.2005 (maurizio crispi)
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