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La Maratona di Palermo vista da Filippo Castiglia- 20 Novembre 2005 |
Sentivo la pioggia questa notte, si correrà sotto l'acqua, pensavo. E invece al mattino più freddo che fresco, a terra c'era solo qualche pozzanghera, solo qualcuna, ogni tanto una spruzzatina dal cielo. Mi riscaldo con Giuseppe, in gran forma, io conosco i miei limiti attuali: allenamenti senza la giusta continuità, ma una mezza non si nega a mai e poi in città è una occasione molto ghiotta per un allenamento tirato in compagnia. Ci incuneiamo nei partenti il più vicino possibile allo starter. Bang! Parto e tengo d'occhio il palloncino del 4’15’’ a km, ma sono irregolari ed allora li lascio andare per poi riprenderli un paio di volte. Riesco ad essere regolare poi i muscoli della gamba sx smettono di essere sciolti: la gara di ieri e la condizione imperfetta sono un mix micidiale. Vado tranquillo e vengo ripreso da molti, controllo il cronometro e non vado neppure troppo lento, ma sì relax! Osservo la vegetazione del Parco della Favorita, incito gli amici che riconosco nella direzione opposta, respiro l'aria pulita di pioggia e di assenza di auto correndo in centro ai viali. Passiamo davanti alla Palazzina Cinese, vezzo di un re che per le amanti non badava a spese, e poi dentro Villa Niscemi, attraversiamo il parco, gli sterrati del parco, tanto conosciuti ai podisti palermitani. Rientriamo in città, molti in auto aspettano pazientemente, altri per strada osservano i podisti, qualcuno commenta: - Un tempo ideale per la maratona oggi- a parte il fatto che fosse immobile e con la sigaretta lo si sarebbe detto un esperto! Ma la cosa bella è correre e chiamare a gran voce gli applausi del pubblico che ancora sonnecchia. In molti applaudono, qualcuno resta interdetto. Ma a fare così la fatica non si sente e riprendo ad andare più forte quasi senza accorgermene. Ecco Sergio, lo riprendo alla salita del palazzo reale, i cambi di pendenza repentini, chissà perchè mi piacciono, e poi giù in picchiata ma non troppo. I quattro canti e i primi veloci come il vento dall'altro lato della strada. Un po' di cambi di direzione per riprendere il lungo rettilineo. Sergio ha allungato di nuovo. Io continuo in progressione, come un allenamento ben fatto, si parte piano e poi alla fine si aumenta. Gli ultimi 400 metri passo altri podisti, e Sergio generosamente segue il treno. Arrivamo quasi insieme a chiudere in 1h 30' 31'', la mia mezza più lenta ma non la meno divertente. E poi che sorpresa! Una montagna multicolore di fichi d’india sbucciati!
20 novembre 2005 Filippo Castiglia |