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Corro per la quinta volta una mezza maratona di Mariella Falzone |
Per la quinta volta mi appresto a correre una 21 km in questa città. Dalla mia partecipazione alla mezza in occasione della Palermo Supermarathon è trascorso un intervallo di tempo di poco più di un mese. Gli allenamenti serali al buio, con il tempo imprevedibile, mutevole, giorno dopo giorno in progressivo peggioramento, preludevano all’incontro con gli amici podisti all’evento podistico del 20 novembre in uno scenario ormai autunnale. Non c’era ancora nella mia memoria podistica una gara con il cielo coperto di nuvole, meno che mai una gara con la pioggia, proprio perché la mia carriera podistica è ancora piuttosto “giovane” e non certo intensa; sino ad oggi ho mantenuto l’illusione di poter sempre correre con il sole perché, come ben sappiamo, la fortuna aiuta gli audaci ed i principianti. Adesso ci siamo, una nuova corsa mi consentirà di riscrivere la storia, di connettermi con le altre storie, e di proiettarmi verso il futuro. I personaggi sono quelli di sempre, ed avviano i loro consueti rituali, nello spazio confortevole allestito all’interno del Giardino Inglese. Luisa Balsamo si cosparge energicamente di un olio che emana un delicato profumo; Giuseppe Giunta, sottile come una foglia al vento, forse rimpiange il caldo lettone con al centro la figlioletta di appena 12 mesi; Maurizio Crispi ha con sé una fotocamera digitale, attraverso il linguaggio dell’immagine restituirà organicità all’evento, con i suoi irrinunciabili sprazzi di gioco e di ironia. Presto tutti ci ritroviamo con un abbigliamento ridotto all’essenziale, affrontiamo il riscaldamento e ci portiamo alla partenza: finalmente il via giunge alle ore 9,20, un po’ in ritardo rispetto a quanto stabilito. Attorno al quarto chilometro il silenzio è interrotto dall’abbaiare incessante dei cani ospiti della “casa-rifugio del cane abbandonato”, che sicuramente hanno avvertito il passaggio dei podisti che – come un fiume - scorrono rapidamente verso il cuore del Parco della Favorita, come un serpente che si snoda su se stesso, la testa ed il corpo, il corpo e la coda della lunga di teoria di podisti talvolta s’incontrano al giro di boa: ciò consente a ciascuno di ritrovare il senso della propria appartenenza alla comunità itinerante che celebra il valore della propria dinamicità. Ciò mi entusiasma, dandomi l’impressione d’aver superato del tutto l’incertezza iniziale, d’essere protagonista, assieme ad altri, di un’esperienza collettiva in cui si giocano relazioni, fatiche, fallimenti, scelte, successi. All’ottavo km sono affiancata da Francesco Caruso della Società Podistica Amatori Potenza,giunto a Palermo pochi giorni fa in torpedone con un gruppo di 40 runner: mi racconta che in diverse occasioni ha accompagnato in maratona un amico ipovedente, con un residuo visivo di appena una diottria, che così, grazie a questo affettuoso sostegno ha potuto già partecipare a ben otto maratone, concludendole tutte. Siamo al dodicesimo km, nei pressi dell’ippodromo l’odore delle scuderie è intenso e si mescola agli inebrianti profumi boschivi del Parco della Favorita. Sinora la fatica sembra un aspetto della gara secondario e trascurabile. La testa della gara sul Viale della Libertà ha già varcato il traguardo ed è al secondo giro: mi trovo ad incrociare Fofò (mio marito) con i suoi guanti neri, non molto distante dai pochi atleti keniani in gara. Nel corso degli attraversamenti più suggestivi mi scorrono accanto i Giardini della Palazzina Cinese, il Parco di Villa Niscemi, i Quattro Canti di Città, Piazza Bologni, Porta Nuova, Palazzo dei Normanni, ed altre note meraviglie; fornisco a Francesco di Potenza piccoli ragguagli sui tesori di cui il percorso è ricco. Rivisitare luoghi familiari, riscoprirne il fascino mentre si è intenti nella corsa è un’esperienza che mi riporta al passato, quando vivevo nella mia città: Agrigento e l’esplorazione costante dei viali, dei vicoli, delle piazze rinforzavano il mio crescente desiderio di libertà ed autonomia. Mantenere l’andatura adesso esige uno sforzo di concentrazione costante: Francesco, che oggi correrà per 42 km, mi sostiene con la sua fiducia, trasmettendomi la sua determinazione. Tutti gli altri compagni di viaggio mostrano anch’essi i segni visibili della fatica affrontata; le bottiglie di plastica abbandonate lungo il percorso testimoniano il passaggio della moltitudine che cerca di reintegrare le proprie energie. Siamo già al 20° Km, ringrazio Francesco per la compagnia e, congedandomi da lui, gli auguro una buona prosecuzione di gara. Mentre comincio ad intravedere i gonfiabili del traguardo mi preparo per lo sprint finale e, già all’altezza di Piazza Croci, ho la percezione d’avere migliorato il mio personale. La conferma è istantanea quando guardo il display dell’orologio digitale: ho impiegato 1h47’, migliorando di circa 3 minuti rispetto alla mia ultima prestazione. Ma le emozioni che questa giornata mi ha riservato non sono finite con il mio arrivo: la vittoria della “presidentessa” Luisa Balsamo, prima assoluta delle donne, è un evento che entusiasma tutti i partecipanti, in special modo i podisti ed atleti palermitani. Il consueto rituale dell’attraversamento del nastro bianco sospende nei secondi magici che lo precedono ogni parola, pensiero, interpretazione, regalando agli sportivi di questa città una grande emozione. |