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Una strana domenica di Pierino Greco |
La domenica mattina inizia in maniera strana. Ho la tensione della gara pur sapendo che sto per fare un lavoro per la prossima maratona diMilano. La forma fisica non è al massimo e l’invito di Gualtiero Do nascimento di fare il pace maker ( il galoppino nel mio gergo ippico) a 4.30 mi giunge A fagiolo! quindici secondi al kilo in più mi danno più tranquillità. Arrivo al giardino a piedi con l’aria da turista poiché mi tocca la seconda parte. Vedo i miei compagni riscaldarsi e affrettarsi alla partenza ed io no,mi sento un infortunato. Dopo avere fatto qualche foto e saluti vari allo start mi vado a prendere un caffè al bar. L’atmosfera del dopo partenza è surreale. Dopo un iniziale silenzio Post atomico avvolto in un cappotto grigio comincia a suonare Daniel sax e il clima inizia a scongelarsi. Mi spoglio e mi attacco il palloncino color arancione e mi avvio finalmente alla partenza. Al cancello trovo il mitico “inciampone”, e mentre lo saluto il palloncino si infrange negli spuntoni di ferro aguzzi. Dopo avere sostituito il palloncino inizio a percorrere al contrario il percorso di gara. Il primo che incontro è “Maria lanolina”, poi Cuttaia ed in seguito Brown, l’avvocato, i maratoneti forti e finalmente il mio gruppo formato da Zappulla, la Presidente un consociato da una treccia da invidia. Mi affianco è Zap mi dice subito :non rompere le palle deve essere una passeggiata e di non alzare il ritmo. Passiamo la mezza 1,34 come da copione ma Luisa respira affannosamente e Mauro dice in stile E.R “cerchiamo di abbassare i battiti! alla boa della fiera Trecciolino allunga ed il grillo parlante ci abbandona fingendo di allacciarsi la scarpa. Rimaniamo Io e Luisa ed al canile incrociamo la seconda donna seguita da nino l’avvocato e Giuseppe “il violinista”. Dopo il curvone del campo ostacoli Lù mi dice che vuole fermarsi un momento e che vuole bere da ferma,penso che sia la crisi e che dobbiamo superarla. La convinco a fermarsi al ristoro dopo la salita e stranamente accetta. Ripartiamo con la consapevolezza che sarà dura. Luisa sa che è prima e vuole rimanerci. All’ ingresso di Villa Niscemi c’è la Zappulla family (cani inclusi) ed il grillo ricomincia a sentenziare. Entrando in favorita il gruppo si infoltisce con Piombo, Marta, Riccardo e quasi all’uscita Zap che dopo avere inforcato la bici ci raggiunge. L’orchestra si completa con Ermanno che sostituisce Piombo nell’effetto sourround. Passiamo dal traguardo la maratoneta ha un sussulto si spara un 4.20 al kilo le urlo sei un mito ma adesso giudizio inizia la gara. Iniziamo la salita e già da un po’ mi dice che le viene da vomitare. Le dico che deve tirare fuori gli attributi e che se si ferma la prendo a calci nel sedere. Giriamo la boa e ci immettiamo in via Maqueda ,ultimo strappo fino al Massimo da dove si inizia a vedere l’arco blu dell’arrivo. Una sensazione di terrore paragonabile al braccino del tennista ci attanaglia; Luisa lamenta un crampo al polpaccio, ma lo striscione è lì ed anche i ragazzi delle 13,30 che fanno la ola a piazza Croci. Dopo averle confessato di essermi fatto l’ultimo tratto con un groppo in gola mi defilo la lasciandola al suo giusto trionfo. Incrocio lo sguardo di Maurizio che ha un groppo uguale al mio anche perché è stato lui a convincere Luisa a correre la maratona trasformando una strana giornata di corsa in una bella storia da raccontare.
.con affetto pierino |