2 Ottobre 2005 - 50 km Bologna-Savigno-Zocca

La gara di Bologna-Savigno-Zocca è una gara tutta emiliana: organizzata da Angelo Pareschi, presidente del Comitato di Coordinamento Podistico di Bologna e con il patrocinio FIDAL, non si è mai aggregata (non si sa bene perchè) alla IUTA, pur avendo i titoli per essere a tutti gli effetti una ultra-maratona di tutto rispetto, per quanto non impegnativa come la Pistoia-Abetone.

Alla partenza (suggestiva perchè ubicata nel cuore di Piazza Maggiore) si erano radunati circa quattrocento podisti, con pettorali diversificati in base al colore e al numero, per i tre traguardi previsti (il primo a Colombara al 21° km, il secondo a Savigno al 32° km, il terzo a Zocca, 50°km).

La gara si svolge tutta in salita, leggera e continua nei primi 24 chilometri, poi - dopo un'impennata dal 24° al 25° km con una pendenza superabile in auto soltanto innestando la seconda – ridiscende per tre chilometri per poi riprendere a salire dolcemente sino a Savigno (32° km) e oltre; dal 34° al 45° chilometro arriva il “pezzo forte” perché si deve superare un dislivello di oltre 400 metri, per poi trovarsi ad andare su di una strada che si distende in leggera salita, ormai in quota, sino al traguardo finale di Zocca.

In totale, il dislivello altimetrico da superare tra il punto di partenza e quello di arrivo è di circa 700 metri (come salire a Monte Pellegrino, ma percorrendo 50 chilometri per arrivare in cima).

Soprattutto la seconda metà del percorso è bella e suggestiva quando si abbandonano i campi coltivati a granturco e a distese prative per la fienagione, e ci s’addentra in un territorio collinare riccamente ricoperto di vegetazione, sempre più dominata - man mano che si ascende – dai castagni (appunto qui a Zocca si celebra ogni anno, nelle ultime tre domeniche di Ottobre, la Sagra della Castagna).

IN verità, i podisti che si iscrivono per arrivare sino al traguardo finale di Zocca sono una minoranza: i più decidono di fermarsi ai traguardi di Colombara e di Savigno.

Tra quelli che corrono l'intera distanza sono numerosi i top runner sia uomini che donne, attratti dal fatto che l'amministrazione comunale di Zocca mette a disposizione sostanziose somme di denaro da elargire come premio ai primi arrivati (dieci uomini e cinque donne): anzi è precisa volontà del Comune di Zocca che i soldi disponibili siano impiegati per premi in denaro ai più forti in modo tale da garantire sempre la partecipazione dei top runner e, quindi, dello spettacolarità all'arrivo, anziché poter assicurare una migliore assistenza a tutti i podisti.

Dietro l'agguerrito manipolo dei runner di punta, seguiva uno stuolo di podisti piuttosto altrettanto agguerriti: poi, praticamente il vuoto, una lunga coda frammentata costituita da podisti lenti, non lenti in assoluto, ma in relazione alle più brillanti prestazioni dei primi.

Come ormai capita di notare sempre più diffusamente anche nelle gare podistiche brevi, il podista amatoriale con andature superiori a 5' al chilometro sembra essere definitivamente scomparso, i pochi che ancora continuano a gareggiare nel vuoto che si è creato attorno a loro sono ormai una specie di esseri giurassici, scarsamente presi in considerazione dagli organizzatori (poco o niente, se non le briciole, rimane nei posti di ristoro per i pochi ritardatari che sono forzati a sentirsi di peso, anche quando viaggiano entro i limiti posti dal tempo massimo).

 

Poiché venivo dall'aver partecipato il giorno prima alla Ottore Podistica di Capraia e ritenevo che il tempo massimo di 7 ore fosse troppo stretto per poter arrivare a Zocca, ho optato per il traguardo intermedio di Savigno al 32° km, sperando di trovare un migliore trattamento: ma anche questa volta ho potuto constatare che non c’è più alcun riguardo per i podisti dignitosamente lenti…

Ho completato la distanza in circa 4h25', un po' patendo per le notevoli carenze nei posti di ristoro.

Il tempo è stato clemente, la temperatura non eccessivamente calda, ma piuttosto umida così da provocare una sudorazione profusa; soltanto dopo il mio arrivo a Savigno ha cominciato a piovere fittamente. Ma, a quel punto, la mia fatica era terminata…

Invece, i podisti che proseguivano per Zocca hanno dovuto correre sotto la pioggia che, a tratti, diventava fitta e pungente a causa di forti raffiche di vento freddo, in un clima fattosi improvvisamente invernale…

Palermo, il 10.10.2005

(Maurizio Crispi)