![]() |
|
Caltanissetta
- Trofeo Kalat
|
|
Partenza da Palermo alle 6.30 assieme a Francesco La Torre del G.S. Amatori Palermo, compagno assieme a Giuliana Amarù e ad Armando Gandolfo di numerose trasferte. Ma questi ultimi oggi non ci sono Anche mio figlio per questa volta non è con me e, di conseguenza, non c’è nemmeno la nostra cagnetta Frida che ho lasciato triste e sola nel box di casa. La macchina, dunque, durante il viaggio mi sembra insolitamente vuota. Una giornata splendida. Cielo terso e azzurrissimo. Il viaggio si svolge sotto i migliori auspici. Con grande delizia di Franco, durante il viaggio, metto un Cd che avevo da tempo a casa, ancora intatto e che ho scoperto appena pochi giorni prima: un adattamento recitato con accompagnamento musicale del VI libro dell’Eneide (quello della discesa di Enea agli Inferi con la guida della Sibilla Cumana. Davvero straordinario: da quando l’ho scoperto non ho fatto che ascoltarlo a ripetizione. Ma penso che Franco non sia tanto soddisfatto di questa mia preferenza… Arriviamo a destinazione in tempo appena utile per ritirare i pettorali e per la prima batteria (quella in cui Franco dovrà gareggiare) in cui si schierano alla partenza le donne e gli uomini over-60. Il circuito da ripetere più volte è bello, completamente chiuso al traffico, metà in salita, metà in discesa. Al ritiro del pettorale apprendo che anche Cocorullo di H 13.30 è iscritto alla gara, ma non riesco a vederlo in giro: magari arriverà più tardi perchè parte con una delle batterie successive. In ogni caso, ancora faccio fatica a riconoscere i volti di tutti i compagni della mia nuova società podistica… ma le canotte e i colori societari sono inconfondibili. Per la mia batteria, come per tutte quelle successive, bisogna completare il circuito di 1445 metri per cinque volte (per un totale di 7225 metri). E' un po' frustrante aver percorso tanti chilometri per poi gareggiare su di una distanza inferiore ad ottomila metri. Ci si sente un po’ beffati: come aver usato un cannone gigantesco per rompere il guscio di una noce. Eppure vi è una numerosissima partecipazione (oltre trecento gli atleti iscritti): ma per la maggior parte, gli iscritti saranno tutti fanatici del Grand Prix su strada. È, in verità, il meccanismo stesso (un po’ perverso) del Grand Prix che mette in moto e fa funzionare questa macchina catturatrice di podisti. Io sono venuto qui perchè mi andava di fare la gita fuori porta, anche se nello stile "mordi e fuggi" (sono atteso a pranzo) e poi anche perché, come rappresentante siciliano della redazione di Podisti.Net, volevo osservare di prima mano per potere poi scrivere, come si suol dire, "informato" dei fatti. Mimmo Piombo e Pino Giordano, "sacerdoti" e retori della manifestazione, intonano durante lo svolgersi delle diverse batterie un allegro duetto con peana indirizzati a questo e a quello. Non mancano da parte di Mimmo alcune citazioni aneddotiche relativamente alle mie performance lente. Informatissimo, come sempre, su tutti i podisti presenti, Pino Giordano. Entusiasta e trascinatore Mimmo Piombo cui, in nome delle qualità di ruspante intrattenitore che possiede, possiamo perdonare alcuni spregiudicati neologismi tra cui, quello più volte ripetuto in cui ha parlato dei "...podisti che domenicalmente gareggiano...". Ho fatto la mia gara dignitosamente, questa volta in penultima posizione (che riesco a difendere alla grande...), affrontandola come se fosse un allenamento e percorrendo tutta la distanza in fartlek con dei periodi di 1'-2'. Subito dopo la gara, senza attendere lo svolgimento delle altre batterie, con Franco La Torre siamo ripartiti immediatamente alla volta di Palermo. Durante il viaggio di ritorno, sono più volte colto dai prodromi di un sonno irresistibile: in effetti, la notte prima era andato a letto dopo le due e la mattina avevo puntato la sveglia alle 4.30, ma in ogni caso la monotonia dell’autostrada ha sempre u di me un effetto soporifero. Memore delle ingiunzioni/istruzioni che mio padre – pieno di preoccupazioni ma nondimeno accettante della mia incipiente avventura – volle impartirmi, quando appena diciottenne mi accingevo a compiere il mio primo viaggio automobilistico in solitaria, non ho esitato a fermarmi in una piazzola di sosta, per un breve sonnellino ristoratore… Non stupitevi: ho la capacità di addormentarmi praticamente a comando e poi di risvegliarmi con una transizione velocissima dal sonno alla veglia… Grazie a questa sosta ristoratrice e alla pazienza di Franco che se ne è stato tranquillo a vegliare sul mio sonno, il resto del viaggio è proceduto scorrevolmente con l’arrivo a Palermo giusto in tempo per il pranzo. E così posso archiviare nella mia memoria anche questa gara… Chi volesse farsi dell’altro male, può leggere il mio commento sul V° Trofeo Kalat in www.podisti.it.Palermo, il 24.05.2005
|