2 Giugno 2005
Siracusa City Marathon

Finalmente ho potuto di nuovo partecipare alla maratona di Siracusa, dopo che per due anni, le circostanze l’hanno resa una maratona, per me, evanescente: una maratona a cui, ogni volta, progettavo di partecipare e che immancabilmente, mi respingeva per una sorta di destino avverso.

L'edizione del 2003 era stata funestata da un tempo pessimo: pioggia, vento di bufera, strade allagate dalla pioggia e dai marosi: io in quell’occasione, spaventato da condizioni climatiche così avverse, avevo dato forfait, rinunciando persino a correre i primi chilometri.

Nel 2004, invece, quando la maratona - vista la disastrosa esperienza dell'anno prima - era stata spostata ai primi di Aprile nella speranza di condizioni atmosferiche più clementi, sono andato a Siracusa bene intenzionato: appena arrivato, scendendo dall'auto, mi sono ritrovato con un dolore lancinante al ginocchio sinistro, che si accentuava non appena provavo a camminare o a correre.

Anche questa volta, ho ritirato il pacco-gara, me ne sono andato in albergo e ci ho dormito su. Il mattino dopo, malgrado gli anti-infiammatori, la situazione immutata mi ha indotto a decidere per la non-partecipazione.

A malincuore, sentendomi un semi-disabile, sono andato a vedere la partenza da spettatore, ho scattato delle foto, quindi me sono andato a passeggiare per l'isola di Ortigia da turista, fermandomi di tanto in tanto a leggere un libro.

Quindi, senza nemmeno aspettare che l’evento podistico giungesse alla sua conclusione, me ne sono ripartito, un po' deluso (avrebbe dovuto essere la mia prima maratona dell'anno) ma sostanzialmente sereno.

Quest'anno, mi son detto, è la volta giusta!

Ma quando mai! Anche questa volta l’inghippo…

Partiamo con Alfonso Lo Presti attorno alle 15.00 del 1° Aprile: ma quando stiamo per immetterci sull’autostrada subito fuori prima di Villabate, arriva una telefonata di un amico: Potete tornare indietro. Mi ha appena telefonato Rino Tona per dirmi che la maratona è stata bloccata. Verrà fatta in una nuova data che verrà presto fissata.

Un po’ sorpresi ed infastiditi, abbiamo fatto dietrofront per ritornare in città e ad un imprevisto pomeriggio di ozio podistico.

Poi, c’è stato il balletto delle date.

Ed eccoci al 2 Giugno, giorno fissato in via definitiva.

Puff puff pant pant!!! Questa volta ce l’ho! È mia! Non mi può più sfuggire!

Pochi gli iscritti per la maratona (non più di 70); più sostanziosa la partecipazione alla mezza (ma come sempre, del resto). In totale, inclusi i marciatori impegnati in una 10 chilometri, i partenti sono circa 450.

Per esigenze di viabilità cittadina, dato che proprio in questi giorni Siracusa vede il grande afflusso turistico per le rappresentazioni classiche con in più la complicazione delle manifestazioni celebrative del 2 Giugno, il percorso è stato interamente ridisegnato: quindi, dopo una prima tranche di circa 13 chilometri comune a tutti i podisti, mentre quelli della mezza compivano il loro giro di boa per rientrare in direzione del campo scuola dove aveva sede l’arrivo, i maratoneti, ben ultra-distanziati l’uno dall’altro, sono stati dirottati su di una strada provinciale poco frequentata che hanno dovuto percorrere in entrambi in sensi per due volte, per un totale di circa venti chilometri: dopodiché hanno potuto affrontaregli ultimi 8 km per rientrare al campo di atletica (lungo una via in parte diversa da quella seguita all’andata).

Niente macchine, niente gas di scarico asfissianti, ma come contraltare assenza totale di pubblico: quindi, per chi come me procedeva da solo, il naturale effetto è stato quello di una certa malinconia, stemperata con le occasionali conversazioni con gli addetti al presidio dei ristori e dei punti controversi. Il silenzio conversativo, la mancanza di parole pronunciate ha reso indubbiamente questa maratona adatta alla meditazione e ad un tuffo nella propria interiorità…

Impegnativo il percorso fatto di continui saliscendi.

Posti di ristoro discontinui, quanto a disponibilità di cose da mangiare: particolarmente ricco quello del 15° km per i podisti della mezza, e del 35° km per i maratoneti; quest’ultimo, al mio passaggio, non esisteva più se non nei suoi resti a lato della strada (bicchieri di plastica usati, bucce di banane, quarti d’arancia malamente mordicchiati).

Come compenso ai ristori smobilitati e ai cartelli chilometrici ritirati anzitempo, gli ultimi maratoneti hanno potuto godere dell’indubbio privilegio di un’assistenza personalizzata da parte dello staff organizzativo.

Efficace l’idea di distribuire, anzichè i soliti bicchieri d’acqua delle bottigliette da 250cc, molto pratiche e maneggevoli.

 

Due i podisti in rappresentanza di Palermo H 13.30: il sottoscritto e Maurizio Zerilli.

 

Io: ho gloriosamente concluso, ultimo degli ultimi, in 6h08’ e duna manciata di secondi (di otto minuti fuori dal tempo massimo, anche se al mio arrivo Rino Tona e i suoi collaboratori hanno tenuto a precisare con grande enfasi che la manifestazione si concludeva ufficialmente con il mio arrivo).

La mia performance da bradipo in parte è stata giustificata dal fatto che il 28-29 Maggio avevo partecipato alla 100 km del Passatore, sempre come bradipo, tuttavia.

Ma non importa: mi diverto, osservo, registro nella mia mente ciò che osservo e poi ho materiale per scrivere di ciò che ho fatto. Forse è proprio questa la cosa più divertente.

 

Maurizio Zerilli: alla sua prima esperienza di maratona, ha concluso con una corsa assolutamente solitaria negli ultimi 15 km nell’ottimo tempo di 3h17’ circa.

 

Come al solito, è possibile leggere il mio commento alla maratona di Siracusa su Podisti.Net.

 

Palermo, il 6.6.2005.

Maurizio Crispi