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Sole vento e crampi sulle colline romagnole |
Tra mille impegni non si può rinunciare al sollazzo: la 50 km di Romagna è imprescindibile se pensi di sollazzarti ulteriormente con il Passatore. e quindi... Presenti!!! Partiamo da Cervia che la nebbia si taglia a fette, ma in collina ci sarà il sole. Atmosfera da festa a Castel Bolognese, Barbara mi accompagna per la prima volta e ne è stupita anche lei, l'agonismo si avverte appena anche se nessuno correrà per finta. Si parla, c'è chi racconta del percorso chi ascolta con attenzione, chi parla della maratona di Padova corsa appena ieri, chi mette le mani avanti:- questa è la prova generale del Passatore-. Solo alcuni si riscaldano attivamente, 50 km sono lunghi meglio lo stretching. Io ripasso la strategia di gara:- Prudenza!!! Parto tranquillo e controllo fino a dopo la discesa, a 15 km dall'arrivo si aprono le danze. E così faccio, un metronomo, regolare, regolarissimo. Al 20esimo sono in perfetto programma, Barbara è di una puntualità elvetica nei rifornimenti. C'è sole e vento, con i compagni di corsa si parla del caldo, e non indugio ad assumere acqua e soluzione salina in abbondanza. Anche se dopo il rifornimento la pancia è un po' piena. Arriva la salita e sono in compagnia della donna terza in classifica, una di quelle che scende sempre sotto le 4 ore. Corro con lei. Io suo accompagnatore in bici le dice: Ora si calano le briscole. Io accorcio leggermente e le gambe girano una bellezza, le salite negli allenamenti danno bei frutti, stacco la donna. Riprendo un po' di gente, molti che avevo visto scendere in picchiata a Casola Valsenio. Bene bene, basta restare tranquillo e continuare senza forzare, resterò prudente in discesa e quando spiana, vediamo cosa ho nelle gambe. Ed invece, eccolo, inatteso e pessimo, segnale di crampo al polpaccio destro. E' un accenno, una stretta leggera, il muscolo che si contrae un pochino senza che gli sia richiesto. Rallento subito, appena due tornanti e c'è Barbara provvidenziale. Ingollo soluzione salina e riparto. Riparto senza forzare, non devo forzare, appena aumento anche di poco la stessa stretta allo stesso polpaccio. Qualcuno che avevo superato mi riprende. Amministro, e guardo il paesaggio è bellissimo ma quel polpaccio non mi fa distrarre. Ah come avrei fatto bene questa salita. Scolliniamo, al rifornimento ancora soluzione salina. Poi dopo un paio di chilometri due cucchiaini di miele favoloso, l'abbiamo portato dalla Nuova Zelanda. Uno mi chiede com'è la discesa, gli rispondo che è ripida e affatica i muscoli, predico prudenza, ma lui si lancia in picchiata. Adesso il polpaccio destro è quasi a posto ma il quadricipite sinistro che, giusto all'inserzione con il ginocchio, manda pessimi segnali. Devo andare piano. Ecco il 35esimo chilometro, da dove inizia il tratto ondulato. Malgrado i crampi in continuo agguato, riprendo molte persone, molti senza più energie camminano. E nelle salite, malgrado tutto sono sempre in recupero, sorpasso quello che non aveva ascoltato i miei consigli. Ai rifornimenti vado al passo per pochi secondi e riprendo attento a non forzare. Arrivo al rettilineo, è stupendo due anni fa mi lanciai in una volata muscolare, ora mi pare anche meno lungo, non ho nessuno da superare davanti e nessuno insidia la mia posizione. Meglio così arrivo dello stesso passo senza rischiare nulla. Taglio il traguardo, ci ho messo 4 h 19', foto e 24 minuti di più della volta scorsa persi negli ultimi 22-23 km. Massaggi, pasta e si ritorna a Milano. Ci ripenso: mi sono divertito un sacco! Vorrà dire che per il Passatore la dieta provvederà una integrazione a musaceae... |