VIVICITTA’ 2005 - La mia gara

Sveglia ore 07:00: piove, governo ladro! Il Vice, ieri sul sito, ha comunicato che il punto di ritrovo è alle 09:45 alla Taverna di John. Ci arrivo, di corsa, già completamente inzuppato. Alcuni sono già arrivati, il Vice distribuisce pacchi gara e pettorali e si domanda se facilmente ricostituirà il fondo di 120 euro col quale ha anticipato le tasse di iscrizione… Riempiamo, more solito, la sua auto di k-way e altri indumenti che ci hanno riparato fino all’ultimo. Qualcuno, in canotta, rimpiange di non aver portato con sé la maglia a mezze maniche; talaltro è infagottato con maglietta, maglia a maniche lunghe e canotta d’ordinanza…quando si afferma che il troppo storpia! Mentre ancora gli indecisi non sanno come "impuparsi" arriva il momento di muoversi: alle 10:15 iniziamo una sorta di eufemistico "riscaldamento"; ancorché le condizioni climatiche ci riportino all’inverno più profondo, la temperatura si mantiene tra i 12 e i 13 gradi. La pioggia non smette un attimo.

Con il Maestro Vella - dal quale spero di non prendere più di 2 min. di distacco – proviamo qualche allungo in Via Maqueda, ma ormai è il tempo di avvicinarci alla partenza.

Abbastanza puntuali alle 10:30 circa, dopo un – doveroso e sentito - minuto di raccoglimento, lo start!

La pioggia non ci dà un attimo di tregua. Gara dura, tirata fin dall’inizio, percorro il 1° km, troppo velocemente, in 3:45; riesco a non perdere la distanza dal Vice e Lorenzo Vella e sono pure sicuro che avanti ci sono Do Nascimento, Alfonso Lo Presti e il Re. Comincio a soffrire ma riesco a tenere andatura regolare – a 4’ al km – per i successivi 8 km; in certi tratti, a causa della pioggia, socchiudo gli occhi. Piccola crisi fino ai 10.000 ai quali il mio cardio segna 40:06 e 176 battiti "fisso"; ultimi 2 km spingo e passo l’11° in 44:00 e percorro l’ultimo – è una sofferenza – in 03:45, terminando in 47:45!

Sono già arrivati Gualtiero, Alfonso, il Re, il Vice, Il Maestro Vella. Arrivano anche tutti gli altri.

Il mio amico Brown, collocato al riparo sotto i portici, tenta di scattare qualche foto, ma con poca fortuna; pare che l’unico a sorridere e salutare al passaggio, noncurante del tempaccio, sia il rag. De Luca, mentre gli altri, soffrendo, tirano avanti a denti stretti.

Non c’è bisogno di "rinfresco", ritiriamo medaglia e qualche bevanda e ritorniamo in fretta al "campo base". D'altronde, con questo tempo, nessuno ha voglia di stare in giro. Perdiamo quindi quella fase di relax di fine gara dove, ci si racconta com’è andata, ci si fanno i complimenti (pochi) e le sfottute (in quantità): peccato, sarà per la prossima volta.

Speriamo sia l’ultima gara di primavera che si corre in queste condizioni…poco attraenti.

Intanto nel caldo deserto, i magnifici quattro…

Ermanno Nuccio