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| 100 km del Passatore - Il racconto di Ferdinando |
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Ed eccoci qui,davanti al computer per
ricordare qualche immagine di questa
particolarissima gara,la Il nome nasce dalla storia di un
bandito,chiamato appunto il Passatore,che abitualmente rubava i viandanti
benestanti su questo tratto a confine
tra La gara si sviluppa sulle montagne che
dividono Firenze da Faenza passando da Fiesole,Borgo San Lorenzo,il Passo della
Colla a oltre 900mt per poi ridiscendere a Marradi, continuare fino a
Brisighella ed infine l’arrivo. La decisione di iscriverci è maturata
dopo che non siamo riusciti a farlo per il Cro-Magnon perché chiuse anzitempo
per raggiunto numero limite e cosi ci siamo imbattuti in questa nuova ,almeno
per Luisa e me, avventura. Dato i tempi limite di preparazione per una gara cosi specifica
abbiamo deciso di limitarla,anche perché dovevamo recuperare ancora le forze
perse alla MDS fatta qualche settimana prima, a questo punto serviva un valido
appoggio durante la gara e chi se non Zappulla poteva farlo in maniera concreta
e sicura,scelto il mezzo per l’assistenza,una mountain bike dell’ultima generazione
con allestimento da gran fondo,borse e borsette per i beni di prima necessità
siamo partiti alla volta di Firenze,chiaramente lo stesso giorno della gara per
evitare problemi di fuso orario. A mezzogiorno eravamo già a ritirare i
numeri di gara,tutti in file sotto un sole abbagliante ed una temperatura che
superava di qualche grado i 30,una volta ritirato il pacco gara,tutti contenti
siamo andati a mangiare un bel piatto di paste,tranne Mimmo che si è buttato
verso una scelta più leggera e consona alla fatica che da li a poco avremmo
affrontato:UNA MONTAGNA DI FAGIOLI e non aggiungo altro. Il cambio avviene sotto i portici della
Piazza della Signoria,insieme ad un migliaio di pazzi di ogni genere,sembrava
che avessero aperto nello stesso giorno tutte la case di cura per malati di
mente,aleggiava nell’aria un misto di canfora , lezzo di piedi e alcol,in
effetti ci siamo accorti dopo poco che le puzze provenivano da due
barboni,perfettamente mimetizzati alla fauna presente,seduti accanto a noi. Ed eccoci tutti pronti al nastro di
partenza,finalmente lo sparo e via come i 600 di Bataclava,oddio ,per i primi 5
minuti avevo l’impressione di passeggiare per le vie di Firenze a guardare
negozi,poi finalmente abbiamo preso un discreto ritmo.
Passata una bella mezz’ora la nostra
assistenza volante torna da noi e veniamo
aggiornati su Luisa ,trafelato ci comunica che è ad almeno un km davanti a
noi,non vi ripeto l’espressione di profonda ammirazione che abbiamo
manifestato,ma decidiamo che non era il caso di cambiare strategia,tanto era
questione di tempo….. Per farla breve,altrimenti chi legge ,già
in parte annoiato,si addormenta pure,riusciamo o meglio riesco,Mimmo aveva un
po’ rallentato, al Inizio la lunga ,insidiosa e ripida
discesa e dopo qualche minuto vengo risorpassato indovinate da chi,si….lei…..un
incubo,comunque io mantengo e lei sparisce. Passano i minuti ,i quarti di ora,le
mezzora ,l’ora e del presidente non c’è traccia,Maurizio assiste finchè può
Mimmo che ad un certo punto decide per il ritiro e quasi come se tutto fosse
stato stabilito dall’alto,viene caricato in un batter d’occhio da due fanciulle
mettendo fine,beato lui,alle sofferenze, Mauro mi lascia dopo un po’ per vedere
di trovare Luisa che è davanti chissà di quanto e finalmente a buio oramai
inoltrato ,avvisto la mia preda e stabilito che oramai non aveva più scampo mi
pervade un senso di tenerezza,un po come quando l’avvoltoio prima di sferrare il primo colpo si sofferma
cosi,un attimo quasi per ritardare il piacere della vittoria sulla vittima
predestinata. E’ chiaro che scherzo..potrei mai? corriamo
un po’ insieme ci diamo coraggio per una buona mezz’ora ,ad un certo punto mi
prega di andare da solo perché sentirsi di peso la innervosiva e cosi mi sono
proiettato verso l’arrivo che pensandoci bene era ancora a
Tutti felici ci facciamo accompagnare
dal bus,forse meglio,pulmino nei luoghi dove le nostre disastrate spoglie
potranno trovare il meritato riposo,non fraintendetemi ,non è un
necrologio,comunque,dicevo,il meritato riposo,ma dove?in una splendida palestra
anni 60 che sembrava una chiesa ,su dei confortevolissimi materassi di spugna
alti niente. Ora ,a prescindere dall’ironia messa
nella descrizione della gara,devo ammettere a mente serena e a fisico riposato
che è veramente una gara straordinaria con un fascino unico e molto impegnativa,una
esperienza che penso ogni buon podista
prima o dopo deve sicuramente fare. |