Ciserano (BG) - 08/09.04.2006

IV^ 24 ore del Delfino

(Maurizio Crispi)

 

Dall’8 al 9 Aprile ha avuto luogo la IV^ edizione della 24 ore del Delfino, organizzata dai Runners Bergamo, valevole quest’anno come Campionato Italiano Assoluto Fidal Master 24 ore individuali su strada: un’occasione di grande risonanza, perché la FIDAL ha per la prima volta riconosciuto “ufficialmente” la 24 ore come disciplina atletica (pur con un riconoscimento circoscritto ai master). Come nelle passate edizioni, ha avuto luogo – come evento podistico collaterale – la 3^ 6 Ore Bergamasca su strada, valevole come Campionato Regionale IUTA della disciplina.

Com’è noto, la 24 ore del Delfino, valida anche come Memorial Alex Baroni, non ha una sede fissa: l’anno passato, infatti, era stata disputata ad Alzano Lombardo e precedentemente, nei suoi primi due anni di vita, in altre sedi

La gara, dopo un altalenare delle previsioni meteo, ha potuto avvantaggiarsi di condizioni atmosferiche davvero ottimali: temperatura mite, giornata soleggiata sino al tramonto, pochissimo vento. Soltanto durante la notte, la temperatura s’è abbassata e, al mattino della domenica, il cielo era grigio per rompere infine in una leggera pioggia quando le premiazioni erano già in corso.

Condizioni davvero buone rispetto all’edizione del passato anno, quando sui poveri podisti dalle 16.00 circa s’era abbattuto un acquazzone, che, dapprima accompagnato da intense raffiche di vento, s’era a poco a poco attenuato, lasciando come residuo una temperatura rigida e una forte umidità perdurante per tutta la notte.

80 circa sono stati i partenti della 24 ore, mentre in circa 150 si sono disposti sulla linea di partenza i podisti iscritti alla 6 ore, una parte dei quali tuttavia si sarebbe fermata al traguardo della maratona.

Le partenze delle due gare, secondo consuetudine, sono state sfalsate di quattro ore (alle 10.00 la partenza della 24 ore; alle 14.00 quella della Sei ore).

La gara si sviluppava su d’un circuito di 1000 metri in parte asfaltato (ricavato dalle ridenti vie cittadine di Ciserano, contornanti l’impianto calcistico), con delle parti in sterrato che sono state rese più “pedalabili” da un tappeto verde steso nei tratti che sarebbero stati più “aspri” e spezza-piedi per la presenza di un fondo di ghiaia. Malgrado tali accorgimenti, il fondo stradale si è rivelato piuttosto disagevole con numerosi avvallamenti, dossi ed asperità richiedenti una continua attenzione e tali da mettere a dura prova i poveri piedi dei podisti in gara.

L’organizzazione è risultata perfetta sotto il profilo logistico: il circuito su cui si correva aveva il suo punto centrale in corrispondenza dell’impianto sportivo. Qui, tra il punto in cui i Giudici di gara registravano il passaggio di ciascuno dei podisti e quello in cui era effettuato il rilevamento per mezzo del microchip era stata realizzata la “zona di neutralizzazione” con il tavolo dei ristori, da un lato, e dall’altro l’ingresso agli spogliatoi (dov’era anche ubicata la postazione dei massaggiatori, funzionante per l’intero tempo di gara); poco più in là, le tende dormitorio e la postazione medica, più le tende, i gazebo e i camper dei podisti che hanno voluto avere la propria postazione di sosta “personalizzata”.

Molto accettante dell’evento podistico s’è mostrata la popolazione locale e soprattutto gli abitanti delle numerose villette uni- e bi-familiari scaglionate lungo il circuito: questi ultimi hanno partecipato intensamente sino a notte tarda e poi dalle prime ore del mattino, incitando attivamente i podisti, applaudendo al loro passaggio e offrendo loro, al di fuori del posto di ristoro, caffé e altre bevande. Non è mancato qualcuno che, molto dopo mezzanotte, ha tirato fuori una bottiglia di spumante e ne ha offerto ai podisti che via via transitavano per un estemporaneo brindisi.

Dunque, non è mancata un’atmosfera molto calorosa e cordiale.

Alla partenza della 24 ore, si sono presentati alcuni tra i big della nazionale italiana 24 ore: tra questi, Sergio Orsi – il vincitore dell’anno scorso con oltre 241 km – che presto ha dovuto gettare la spugna per problemi muscolari (peraltro già noti); Gastone Barichello e Fabio Busetti (4° classificato nell’edizione precedente) che, a seguire, si sono tirati fuori; Antonio Mazzeo che, reduce da un recente incidente d’auto (di cui era testimone una benda in sede sopraorbitaria sx), è uscito di gara dopo circa 117 chilometri. Sono rimasti a girare in solitaria Mario Pirotta (terzo classificato nell’edizione precedente) che ha concluso, primo assoluto, con 222 km (due km al disotto del suo personale); l’argentino Pablo Barnes, secondo assoluto con 207 km circa; e Giorgio Garello, terzo assoluto con 202 km circa (per quest’ultimo il piazzamento in terza posizione è stato un’autentica sorpresa, visto che, pur avendo esperienze in endurance più brevi – la otto ore, la dodici ore – non si era mai cimentato prima in una 24 ore e la sua presenza qui era in funzione di allenamento-test in vista della nove colli) . Tra le donne, ha dominato incontrastata Nunzia Patruno (che ha chiuso la gara con 191km circa) e l’argentina Virginia Oliveri. Monika Moling, valente podista del Sri Chinmoy Marathon Team non è riuscita a replicare la brillante performance realizzata poco tempo al Campionato del mondo 24 Ore a Taiwan, dove ha percorso 200,315Km, classificandosi 2° delle Italiane e 13° donna nel mondo.

Invece, tra le donne di maggiore spicco nella 6 ore podistica, si è distinta particolarmente Paola Sanna, donna di punta dei Runners Bergamo.

Presenti molti altri super-maratoneti italiani tra quelli che sono particolarmente affezionati alle lunghe e ultra-lunghe distanze e alle prove di endurance: sotto questo profilo, la gara è stata una bella festa per tutti e un’occasione d’incontro per i soliti “fedelissimi” di questo tipo di manifestazione podistica.

Malgrado la perfetta organizzazione, non si può non esprimere qualche riserva sul sistema adottato nelle premiazioni: i bravissimi organizzatori dell’Associazione Podistica Runners Bergamo hanno privilegiato nella sequenza di premiazioni previste quella del Campionato Italiano Assoluto Master 24 Ore Individuali, con la conseguenza che dagli otto premiati uomini  e donne sono stati esclusi rispettivamente Pablo Barnes (secondo assoluto e nella classifica maschile)  e Virginia Oliveri (quarta delle donne). Questa esclusione non è sembrata giusta a molti: sarebbe stato forse più corretto premiare prima i primi tre o quattro assoluti tra uomini e donne e, soltanto dopo, procedere con la premiazioni previste per il Campionato Italiano Assoluto Master.

Pure criticabile, nel prosieguo delle premiazioni, l’avere proceduto premiando i Campioni Italiani di categoria (che, in linea di massima, essendo gli stessi già premiati nella classifica assoluta hanno ricevuto ulteriori premi, medaglie e coppe), mentre sono rimasti esclusi che avrebbero potuto ricevere dei riconoscimenti meritati, con il paradosso che alcuni di quelli chiamati a salire sui “podi” di categoria avevano realizzato importi chilometrici inferiori ad altri che invece sono rimasti esclusi da ogni premiazione. Anche, l’applicazione delle categorie IUTA, anziché quelle FIDAL, ha facilitato qualche esclusione.

Nell’edizione passata, in cui la 24 Ore individuale era valevole soltanto come Campionato Italiano IUTA, le premiazioni sono  risultate più scorrevoli e non vi sono state queste eccessive e vistose sperequazioni.

È dispiaciuto anche il fatto che a tutti coloro che non è spettato alcuna premio/riconoscimento, ma anche ai secondi e ai terzi delle rispettive categorie d’età, non sia stata consegnata alcuna medaglia commemorativa: indubbiamente questa è stata una piccola mancanza, perché la medaglia di partecipazione assume sempre un grande valore simbolico e commemorativo e lascia contenti tutti i podisti (soprattutto quelli che non ricevono alcun premio e che partecipano unicamente per il piacere di esserci).

Certo, queste enunciate, sono soltanto piccole cose, che non gettano alcuna ombra sulla perfetta riuscita di un evento podistico  veramente eccellente, quanto a qualità organizzativa e spirito sportivo.

 

Provenienti da Palermo, sono stati presenti due runner, entrambi alla loro decima partecipazione ad una 24 ore podistica.

 

Vincenzo Cordovana del Marathon Club Palermo che ha concluso la sua gara con 120km 500metri circa, in 48° posizione;

 

Maurizio Crispi (ASD Palermo H13.30) che ha concluso con 118km583metri, in 49° posizione.

Ho condotto la gara, secondo la mia filosofia ormai consolidata che è quella di rifuggire da ogni forma di stakanovismo e di “riduzionismo” podistico, senza mai strafare, utilizzando viceversa la gara come occasione di divertimento, d’improvvisazione creativa (attraverso l’uso della fotocamera digitale) e d’osservazione antropologica. Quindi, la mia formula consolidata è quella della combinazione di corsa, camminata, soste e continua osservazione di ciò che accade: in questo modo la partecipazione ad una gara podistica di questo tipo diventa l’occasione per un’osservazione dall’interno degli altri podisti intenti nella loro gara e per una valutazione dell’efficienza dell’impianto organizzativo.

Correndo, camminando e osservando c’è sempre tanto da imparare, ma soprattutto si traggono di continuo occasioni per divertirsi (se si ha quel particolare occhio che consente di vedere a pieno campo, insomma se si rifiuta di appartenere alla categoria di “Quelli che sono qui soltanto per correre…”).

 

Sono disponibili su www.podisti.net le gallerie fotografiche (comprese quelle con le foto da me realizzate) di documentazione dell’evento.

http://www.podisti.tv/foto05/index.php?cat=185

 

Palermo, il 11.04.2006

(Maurizio Crispi)