di Filippo Castiglia
Correre per correre

Questa volta sono partito senza conoscere il percorso, senza conoscere neppure
essattamente la distanza (il dispositivo della gara recitava 10.500 m) ma
correvo per correre. Per reagire agli impegni che non mi fanno allenare come mi
piacerebbe, una soverchieria suprema: correre per il piacere di correre. Unico
rappresentante della Palermo h 13.30 in terra toscana, alla 27° edizione della
corsa di primavera, a Livorno.

Podisti agguerriti, agguerritissimi, scarpe leggere, uno senza scarpe
addirittura, scritte di tutta la toscana sulle maglie. La mia siciliana gialla
in campo rosso è pronta a dare filo da torcere. Mi raccontano di una salita a
metà gara: Collinaia!

Sparo, le asics che indosso sono leggerissime, ma sono tutti partiti
fortissimo. Scelgo con chi correre, ma poi mi stacco alle discese dei
cavalcavia, senza forzare troppo. passiamo sopra l'aurelia  e poi si va in
collina fuori dalla città. La salita c'è ed è di quelle che mi piacciono, non
forzo e tengo un buon ritmo. Bevo al rifornimento e si scollina. Una strada
dritta, tra gli alberi, la città ed il mare in basso, sull sfondo. Faccio
girare le gambe. Correre rotondi, il polpaccio destro è un po' duro, ma niente
di preoccupante, per altri 5 km non ci sono problemi.

All' ottavo comincio ad aumentare in pochino, sulla scia di un paio di ragazze
che si danno battaglia per le prime posizioni. Al nono, attacco sul cavalcavia,
allungo in compagnia di un tipo alto e un po' corpulento ( come fa ad andare
così forte?). Il decimo km non vedo il segnale, siamo sul lungomare di Livorno
soleggiato, ma per il campo sportivo la strada è ancora lunga. L'annuncio su
internet era una minchiata la gara è più lunga. Rallento un po', amministro, se
devo partire di nuovo attenderò la scritta "ultimo km". E forza allora, mi
metto dietro ad un altro pelato che avevo staccato sul cavalcavia. Gli sto alle
calcagna, quando il cartello annuncia l'ultimo km. Lui aumenta, io aumento.
Entriamo nello stadio che è dietro di me e davanti, a cinquanta metri, altri da
superare. Sul rettilineo cerco la dama rossa, che oggi mi ha accopagnato nel
riscaldamento e che poi si è  goduta un po di sole sugli spalti. Non la vedo,
ma mi fotografa. Arrivo ad un passo da quelli che stavo per raggiungere
concludendo in 53'40'', 112° su circa 700 partenti. Anche oggi mi sono
divertito.