Palermo - 2 Giugno 20062^ Corsa sotto le stelle  
                 
di Mariella Falzone       

Nella vita sono sempre in ritardo, ma alle gare podistiche giungo con almeno mezz’ora di anticipo. C’è sempre qualcuno, là dove i preparativi fervono, con il quale ho il piacere di conversare: ritengo che ogni chiacchierata non lasci inalterati e, come dice Eric Fromm, "anche incontri casuali possono avere grandi ripercussioni sui cambiamenti personali".

Sono accanto ad Abdelkebir Marchane elegante professionista della corsa, nativo di Casablanca e ormai naturalizzato palermitano, a Maurizio Aguglia veloce podista della ASD Palermo H13.30 ed a tre ragazzini dodicenni che abitano nei pressi di Corso Vittorio Emanuele, principale asse viario del centro storico di Palermo. Per loro essere presenti ad una gara podistica è un fatto nuovo: abitualmente giocano a calcio negli androni dei palazzi e pensano che correre a lungo sia una performance irraggiungibile. Così lì invitiamo a correre un tratto con noi: è un modo per stimolare la loro curiosità sulle emozioni della corsa, sulle calzature adatte, sugli allenamenti necessari e di sicuro seguiranno la gara soddisfatti di avere conosciuto da vicino il mitico Marchane.

Mi avvio al primo (ed ultimo) giro di prova, dell’articolato percorso con un gruppone di podisti H13.30, tra cui un golosone, di cui non ricordo il nome, che continua a ripetere come se pronunciasse un mantra: "Al primo giro mi mangio un piatto di pasta, anzi me lo mangio subito senza aspettare il primo giro". Piazza Marina è un concentrato di trattorie con saporiti primi di pesce e le folate di maestrale né trasportano un prelibato assaggio olfattivo.

Disseminati lungo il percorso, incontro proprio tutti, vecchie e nuove glorie: Erman-Nuccio alla prima gara dopo uno spiacevole infortunio, a cui dico "Adesso si che sembri temprato!", e lui, con il suo abituale sarcasmo risponde "Ma quale temprato! Sono riposato!"

Il pianista Armando Covello che ha da poco partecipato al consueto concerto presso l’Assemblea Regionale Siciliana, sebbene sia alle prime sue esperienze di gara, sa di non essere marginale in questa sinfonia perché ciascuno dà quello che può con il fiato di cui dispone.

Ci sono anche Maurizio Crispi e Paola Noris in scioltezza verso la gara di domani sulle pendici dell’Etna. Maurizio, in ogni gara, rappresenta per tutti "il testimone" non soltanto per l’ uso divertente della fotocamera digitale, ma perché grazie alla sua immancabile presenza trasmette ad ognuno il rassicurante messaggio: "Ce la puoi fare!"

Con altri podisti, scambio un affettuoso saluto che rimanda ad esperienze condivise in passato. Correre con una certa regolarità, infatti, consente l’attivazione di canali emozionali sempre nuovi, ed apre ad interessanti scenari relazionali.

Intorno alle 21,30, il fischietto di Mimmo Piombo come il flauto del "Pifferaio magico" raduna tutti alla partenza, al via il gruppone compatto dei partecipanti avanza come un cavallo imbizzarrito. Quasi immediatamente, si scatena una pioggia travolgente che (per fortuna) cessa quasi subito per lasciare il posto a delle violente raffiche di vento. Il gruppo sembra mantenere uno stato d'esuberanza ed eccitazione. Bisogna fare in fretta: si comprende bene che siamo in uno stato di sospensione e che fra poco si scatenerà un putiferio. Infatti, di lì a poco, un enorme lampo squarcia il cielo ed un quasi simultaneo tuono lascia tutti senza fiato per il suo poderoso fragore; adesso il lastricato di pietra di cui sono pavimentati i suggestivi attraversamenti di via Bottari e Piazza Marina sono scivolosissimi (a Palermo non pioveva, pressocchè da due mesi, e la patina di vari depositi accumulati al suolo, al contatto con l’acqua ha l’effetto insidioso delle alghette sugli scogli bagnati). Ai numerosi giri di boa, alcuni podisti slittano e finiscono rovinosamente a terra, mentre altri impavidi proseguono ad andature da capogiro incuranti del pericolo.

I volontari dell’ organizzazione sono impegnati a sostenere i partecipanti nei passaggi più critici, come alla curva all’uscita da Villa Garibaldi dove il rischio cadute è particolarmente elevato. La pioggia ha ripreso a cadere in costante alternanza al vento, alcuni cani sebbene in compagnia dei padroni, agitati forse per l’improvviso temporale, riescono a tratti a correre lungo il percorso ed abbaiano al passaggio dei podisti.

Personalmente, nei giorni scorsi ho corso in situazioni piuttosto stravaganti a Caltanissetta con un inusuale caldo torrido o a Catania, al mercato del pesce, sotto un'incessante pioggia battente; adesso che sono completamente grondante d’acqua, posso finalmente dire di aver concluso, in un clima di euforia collettiva la mia prima avventurosa gara sotto la pioggia e senza le stelle.