Luisa e la sua Marathon des Sables

Testo tratto da

Non vogliamo dire qualcosa che possa sembrare una bestemmia, ma tale Luisa Balsamo da Palermo ha lo stesso carattere di un atleta che di nome fa Stefano Baldini.
Stefano ci consentirà il paragone con la minuscola ragazza che vive di corsa e che non vuole dire quanto pesa, che va a correre la Marathon des Sables e si trova in difficoltà da subito, alla prima tappa. E poi ammette anche di aver sbagliato.

Fa molto caldo in Marocco e tra le dune del deserto e le temperature prossime ai 40° C (ma arrivate anche a 52° C!) nella prima tappa Luisa rimane davvero senza benzina ed energia ad un km e mezzo dall’arrivo. Arriva, quindi non si ritira, e si accuccia in tenda. Nella sua mente ci sono già le prossime tappe di tutta la settimana. E le fa tutte!

Appena rientrata in Italia domenica pomeriggio, chiama sorridendo come al solito, da Malpensa. Chiede innanzitutto cosa ha fatto Ottavio a Parigi. Poi racconta a ruota libera che è stata dura. Caldo, poca acqua, tappe accorciate di una competizione che è per veri duri e amanti della corsa, che Luisa ci ha permesso di conoscere.
Il racconto della prima tappa dal Forum di Maratoneti.com “GARE E MANIFESTAZIONI”. Dalle parole di Luisa emerge che la corsa non è solo forza individuale ma anche gioia e capacità di condividere con gli altri i suoi valori e le difficoltà, oltre alla grande capacità di darsi sostegno a vicenda. Come nella vita.

Luisa scrive: Prima Tappa. Temperatura 43° - umidità 19% che in poche parole ci hanno detto corrispondere ad una temperatura di circa 55° !!! Il mio gravissimo errore è stato partire come un fulmine. All'ottavo km ero davanti alla marocchina DIDI e al mio amico il Principe. Verso il 15km ho cominciato a perdere le forze, nonostante bevessi e mi reintegrassi con i gel. Dopo l'ultimo CP le mie gambe sembravano due macigni, ho cominciato quasi a non connettere più. Mi bagnavo, bevevo ma non riuscivo a riprendere. Stavo tornando indietro al CP2 per ritirarmi, quando una mano di un ragazzo italiano (Daniele Sparpaglioni) mi ha afferrata e portata via, lontano dalla strada del ritiro.

Poi il fattore comune di Luisa con chi è Campione della corsa. Baldini dopo Helsinki dichiarò di non essere stato umile, non doveva seguire Gharib. I crampi non sarebbero arrivati. I giornali riempirono le prime pagine di questa semplice dichiarazione di sincerità anche nella sconfitta.

Luisa dopo molti minuti di telefono risponde alle numerose domande sul perché proprio alla prima tappa un rischio ritiro. Un viaggio fatto male? Cattiva alimentazione? Non aveva bevuto nei giorni precedenti? Non era in forma?
No, ecco qua finalmente. Con voce fioca e sorriso da chi l’ha fatta grossa ammette: “Sono partita come un fulmine, anche sulla sabbia”. Avrà anche avuto la smorfia di chi ha rubato la marmellata.

Poi nelle sue parole il racconto della bellezza dei passaggi, dell’ultima tappa con 7 km in piano e poi 5 km in mezzo al deserto con colori e luci che non si dimenticano mai sulle dune più alte del Marocco, nemmeno dopo aver corso per una settimana per ore e ore ogni giorno e sapere che anche l’acqua è poca.

Nel Forum Luisa scrive. Ci scusiamo per non averla seguita quotidianamente. Non ci siamo riusciti.
Ma stacchiamo un pezzo di queste pagine per lei, poco prima di anticipare in questa settimana una maratona incredibile. La Flora London Marathon. Con Stefano Baldini che potrà essere seguito anche in diretta TV su Eurosport. E che ci farà stare lì attaccati per regalarci ancora un pezzo della sua classe.

Ma noi ci chiediamo tutti insieme, Stefano, Ottavio e Daniele compresi. Ma se Luisa avesse fatto Atletica seriamente da giovane… l’avrebbe regalata un’emozione da medaglia agli italiani? E chi lo sa… Intanto siamo privilegiati su queste pagine per averla conosciuta. Brava Luisa!


martedì 18 aprile 2006,
Staff di Maratoneti.com