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S. Benedetto del Tronto – 12.02.2006
IV^ Maratona sulla Sabbia |
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La Maratona sulla Sabbia di San Benedetto
del Tronto è l’unica in Italia che si corra “autenticamente” su di una
spiaggia, sfruttando il bellissimo litorale sabbioso della cosiddetta “Riviera
delle Palme”, una ridente zona balneare che partendo dalla zona portuale della
cittadina si distende verso sud per proseguire, in pratica senza soluzione di
continuità. con i litorali di altre rinomate zone di villeggiatura delle
Marche. La sabbia di S. Benedetto ha una grana
più sottile della nostra e, soprattutto, dopo il periodo invernale
caratterizzato da molte pioggie e da un alto tasso d’umidità, si presenta molto
compatta. In più, la spiaggia sino al limite del mare, è molto piatta: quindi,
non ci si deve confrontare con la difficoltà che avremmo noi a correre sulla
spiaggia di Mondello, dove la forte pendenza del bagnasciuga finisce con
l’affaticare il podista dopo tempi di corsa abbastanza brevi. Tanto per dare un’idea, spiagge molto
simili quanto a consistenza e compattezza le troviamo nella costa sud della
Sicilia, dalle parti di Mazara del Vallo (nella località Trefontane) o
forse anche – per quanto io possa ricordare - nella zone di Marinella di
Selinunte e Porto Palo. La Maratona sulla Sabbia si corre su di
un circuito di 8450 metri circa da ripetere per cinque volte, con una ottima
“logistica”: il circuito è disposto in modo tale da poter gestire il tutto con
personale e risorse limitati; dunque, vi sono solo due tavoli per i ristori: uno
allocato in corrispondenza del gonfiabile d’arrivo e l’altro, in corrispondenza
(a poche decine di metri) proprio al limitare del bagnasciuga. Nel punto centrale
del circuito, i podisti non si incrociano (perché il gonfiabile d’arrivo è
posto proprio al limitare della sabbia), mentre nella parte rimanente, sì:
questo fatto assicura alla maratona un bel colpo d’occhio, perché almeno sino a
che non hanno tagliato il traguardo i più veloci, c’è un continuo intrecciarsi
ed incrociarsi di podisti che vanno e vengono. Anche i controlli sono ottimali: un
rilevamento con il microchip viene effettuato quando si passa sotto il
gonfiabile dell’arrivo (cioè al completamento di ogni frazione di 8450 metri);
altri due sono posti invece nei suoi due punti estremi, dove con pochi mezzi –
ma in modo efficace – sono allestiti i due giri di boa. 270 sono stati i podisti partecipanti: un
bel numero considerando che erano lì tutti per correre la maratona. Nessuna
concessione alla mezza o ad altre distanze intermedie. Francesco Capecci, intepido
e solitario organizzatore di questa singolare ed unica maratona, alla luce
della sua esperienza di super-maratoneta, pur avendo la comprovata capacità di
reclutare diverse centinaia di podisti in più solo per la mezza, preferisce
puntare tutto sulla maratona, per garantire il miglior servizio possibile ai
maratoneti. La maratona si è svolta in una giornata
particolarmente bella, anche se piuttosto fredda all’inizio. Tutto è andato nel
migliore dei modi possibile. La temperatura nel corso della giornata
si è progressivamente elevata, tanto che alcuni dei maratoneti si sono
progressivamente alleggeriti di alcuni indumenti. La mitezza del clima ha
contraddetto l’opinione comune secondo cui S. Benedetto del Tronto, per via dei
venti provenienti dal nord che qui soffiano senza ostacoli naturali, è una
delle località più fredde d’Italia. Oltre a quelli che si sono
progressivamente spogliati, alcuni hanno preferito correre a piedi scalzi. La mia gara Ho concluso la distanza in 6h55’ (circa
di 25’ oltre lo scadere del tempo massimo) ma sono stato classificato
egualmente. Sono stato dunque, ultimo degli ultimi:
anche questa volta sono arrivato di diversi minuti alle spalle di Giuseppe
Togni che, con questa, correva la sua 692^ maratona. La mia è stata una
maratona quasi turistica: dall’antefatto, quando poco dopo il sorgere del sole
siamo giunti sulla spiaggia, che era ancora fredda ed umida, alla fine della
mia fatica, ho scattato circa duecento foto: siccome con la maggior parte di
esse cercavo l’inquadratura ottimale, perdevo secondi e minuti preziosi che,
alla fine, si sono inesorabilmente sommati. Devo dire che questa “perdita di
tempo” è stata in realtà un guadagno, perché – così facendo – mi sono divertito molto di più…. Chi fosse interessato può leggere i miei
articoli ispirati alla Maratona sulla Sabbia in www.podisti.net Rispettivamente:
Inoltre, al seguente link, sempre su
Podisti.Net, http://www.podisti.tv/foto05/index.php?cat=115,
sono disponibili le gallerie fotografiche (Vigilia e Gara). Palermo, il 22.02.2006 Maurizio
Crispi |