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Palermo - Vivicittà
di Mariella Falzone
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Vivicittà tra colori e profumi Questa edizione del Vivicittà di Palermo è stata una delle più primaverili che io ricordi. Negli ultimi anni l’evento sportivo era stato accompagnato da piogge incessanti che, in parte, avevano scoraggiato la partecipazione dei più giovani alla 4 chilometri non competitiva. I ragazzi della società H13.30 appaiono tutti in forma smagliante, sfoggiando eleganza e freschezza di veri sportivi; Ermanno, purtroppo infortunato, ha affettuosamente accompagnato il gruppo sino alla partenza. Assente giustificato Maurizio Crispi, impegnato nella 100 Chilometri Trapani-Palermo: per chi lo conosce un po’, sarebbe stato felice di unificare i due percorsi e partecipare a entrambe le gare. Per Luisa e il "principe" quella di oggi è soltanto una piacevole passeggiata, nel senso che il loro obiettivo non è la velocità: sono pronti, infatti, ad affrontare tra pochi giorni - come di consueto - la Marathon des Sables. Quanto a me, se avessi mantenuto il ritmo di allenamento di alcuni mesi addietro mi sarei potuta aggregare all’allegra carovana Palermo H13.30, ma durante l’inverno ho preferito stare in letargo, limitandomi mediamente a uscire dalla mia tana tre volte a settimana per una decina di chilometri, così nei quattro giri di gara ho incrociato i miei compagni di squadra senza mai raggiungerli. Mi veniva in mente la battuta di Woody Allen, modificata da quella ancora più celebre di Groucho Marx: “Questo club non può essere così straordinario, se persino io ne faccio parte”; ma i runners H13.30 sono davvero meravigliosi: atleti veloci, tra i quali spiccano Gualtiero (che si dedica con notevole successo al triathlon), Nunzio Gangi (conosciuto come “il pizzaiolo volante”) e Alfonso Lo Presti [il marito di Mariella Falzone, ndri]; più lento avanza compatto il "gruppo del deserto", che appare come una pennellata di rosso sulla tela ancora in allestimento di un pittore astrattista. Subito dopo la partenza si distingue tra i numerosi runners un gruppo di giovani clown che partecipano - su via Ruggero Settimo - a una raccolta di fondi non ricordo più per quale causa: fanno un po’ pensare a Patch Adams, il medico che inventò l’allegro intrattenimento per i bambini degenti in ospedale per migliorare il loro modo di lottare contro la malattia. I negozi di abbigliamento del centro sono aperti; alcuni tra i commercianti, in serata, suggeriranno di evitare di far coincidere le aperture domenicali con le gare, perché comunque le vendite hanno avuto un incremento soltanto nel pomeriggio. Lungo il percorso due passaggi sono particolarmente graditi, quelli davanti ai chioschetti dei venditori di fiori all’angolo di Piazza Politeama e all’incrocio con via Belmonte, da dove si diffonde un intenso profumo di rose e fresie; inoltre non manca il profluvio dei glicini in fioritura che, affacciati lungo via Libertà, travolgono anche i partecipanti più distratti. Al primo giro di boa mi salutano Daniela Bartolotta e il suo alunno dell’Istituto Medi IPSIA, assieme ad altri studenti del Liceo Linguistico Provinciale dell’Istituto "Pareto" e dell’ITI "Vittorio Emanuele", che hanno partecipato alla gara non competitiva come momento conclusivo delle attività di prevenzione del tabagismo (che ha incluso la promozione alla partecipazione a eventi sportivi per la costruzione di uno stile di vita più salubre), svolta in collaborazione con l’Unità Operativa Ser.T, presso la quale lavoro da molti anni. A dire il vero, probabilmente si sarebbe avuta una partecipazione di gran lunga maggiore attivando una raccolta itinerante delle iscrizioni (con la raccolta delle adesioni per mezzo di un “porta a porta” direttamente negli istituti scolastici): i ragazzi di 14 anni o giù di lì, infatti, hanno apprezzato l’attività di sensibilizzazione alla partecipazione all’evento sportivo, ma hanno avuto la percezione che i preliminari relativi alle iscrizioni costituissero delle difficoltà insormontabili. |