Agrigento - IV Mezza Maratona della Concordia

 


di Mariella Falzone   

La 4^ edizione della mezza maratona della Concordia (organizzata dal Gruppo sportivo Valle dei Templi presieduto da Mario Palumbo, e dal Lyons Club Agrigento, rappresentato da Antonio Calamita), valevole come 1^ prova del circuito Grand Prix di Maratonine 2007, la gara s’è sviluppata su un percorso di tre giri, ciascuno di 7,33 km. Il gonfiabile “Grancereali” che segnava arrivo e partenza era stato allocato – come nelle precedenti edizioni – all’interno di “Villa Bonfiglio”, la principale villa cittadina, posta al centro della cosiddetta “passeggiata”, fatta di ampi marciapiedi che fiancheggiano la carreggiata, con una doppia filiera di ficus che ombreggiano l’elegante “Viale della Vittoria”, soleggiato ed interamente orientato a sud, da cui si gode a tutto campo, la vista della città declinante sino alla Valle dei Templi, con il mare azzurro sullo sfondo.

La partenza è stata inusuale e divertente: a causa dei molteplici cambiamenti di fronte, in attesa del via, il gruppo dei 540 partecipanti è stato alternativamente riorientato nei due opposti sensi di marcia, come segno di intraprendenza e tenacia organizzativa, che cercano di risolvere le ultime incertezze, approntando soluzioni migliori anche in corso d’opera. Finalmente si parte:  tutti “nella stessa direzione”, alle ore 10.00 in punto.

Sono rappresentate le società sportive di ogni provincia siciliana, ma non mancano podisti di altre città d’Italia e soprattutto fanno da beniamini della manifestazione John&Diana, l’affiatata coppia di maratoneti americani che da qualche tempo ha messo radici ad Agrigento. Presto ha iniziato a soffiare un venticello che è rimasto lieve per l’intera giornata, senza compromettere il buon andamento della gara. Per tutti, all’arrivo, oltre all’accesso ad un ricco ristoro, allestito in un anfratto circolare all’interno della villa, una medaglia di bronzo cesellato, e sfavillanti coppe per i vincitori assoluti e per i primi tre classificati di ogni categoria maschile e femminile. Coppe e medaglie sono spettate anche ai vincitori della Stracittadina di 7,33 Km e della Marcia della Solidarietà di 2 chilometri di percorrenza. A questa gara, tra i partecipanti ci sono stati anche gli ospiti della  Residenza Sanitaria Assistita per disabili psichici (R.S.A) ed il gruppo dei ragazzi del Centro di Riabilitazione per disabili “Casa della Speranza”, prevalentemente costituito da soggetti con sindrome Down, fondato nel 1973: questo centro, nel corso degli anni, ha consolidato il proprio orientamento alla cura e riabilitazione, attraverso le attività ricreative, e la pratica delle attività sportive, delle quali sono valorizzate le profonde valenze “implicitamente” terapeutiche. Non a caso il motto-slogan di questa mezza maratona è “Corriamo… per migliorare la nostra vita”.

Poiché Agrigento è la mia città natale, ho compreso (ed apprezzato) lo sforzo degli organizzatori di disegnare un percorso appetibile sotto il profilo storico–paesaggistico, senza penalizzare con passaggi troppo ripidi gli atleti con le migliori prestazioni cronometriche. Tra l’altro, quest’anno, gli organizzatori hanno apportato delle modifiche al percorso proprio allo scopo di ridurre i tratti di maggiore pendenza, rendendolo più scorrevole per tutti.  Soprattutto mi sono ritrovata ad apprezzare il fatto che gli organizzatori abbiano consentito – attraverso la Stracittadina e la Gara della Solidarietà – la partecipazione anche a tutti coloro che, pur non praticando assiduamente l’attività podistica, tendono comunque a praticare uno stile di vita dinamico ed orientato al benessere. Ma anche significativa ed apprezzabile è stata la scelta di far transitare il percorso di gara all’interno dell’ex-manicomio della città, quasi a sottolineare che anche quegli spazi un tempo consacrati all’esclusione e all’emarginazione e appesantiti da stratificazioni di sofferenza possono divenire “permeabili” e aperti alla condivisione di valori positivi.

Anche in Sicilia, le gare podistiche di percorrenza variabile, dalle ultramaratone alle gare che - per la loro brevità - possono dirsi "veloci", raccolgono un numero sempre maggiore di partecipanti, configurandosi in alcune città, come appuntamenti che ricorrendo con una periodicità settimanale, stanno sempre più assumendo il carattere di momenti ritualizzati di appartenenza, all’interno di uno spazio sociale ed umano condiviso.