di Filippo Castiglia
Cronaca di una trasferta podistica girgentana
 
Finita la partita Scozia – Italia di rugby si parte, infatti non ho il tempo di controllare l’indirizzo del b&b che già lo mefre’ e lo zio Nino suonano al citofono. Siccome lo zio Nino è persona rispettosissima dei diritti altrui, nel tentativo di salire sul marciapiede per fare passare uno con molta fretta, affetta il copertone anteriore destro con l’affilato bordo metallico del marciapiede. Cambiamo gomma senza che ‘u zu Nino proferisse bestemmia. Via si parte alla volta di Girgenti. Eravamo in tre, no no non tre somari e tre briganti, ma tre podisti della Palermo all’ora di pranzo. Lo zio nino è infastidito dai fari delle auto che sbrilluccicano sui suoi occhiali, ma questo non gli impedisce di portarci ad Agrigento senza incertezze, di parcheggiare nella piazza principale mentre felipelcid prende indicazioni dal gestore del B&B. Via Atenea è piena di gente che guarda le vetrine, che sorbisce aperitivi rinforzati, che completa gli acquisti in magnifiche pescherie. Il nostro b&b Camere a sud, è in una traversina, si sale all’ammezzato e ci accoglie Ignazio. Ci spiega tutto prende nota dei documenti, e ci indica il posto dove si potrà cenare e allietarsi delle immagini di 22 uomini in pantaloncini che corrono su un campo dedicato ad una antica divinità silvana (Atalanta). Il passo dello zio Nino e Mefre’ alla volta del decoder mi fanno sospettare che potrebbero migliorare le loro prestazioni podistiche se solo venisse piazzata ad arte l’inizio della partita… Entriamo nel locale mentre Zampagna segna il gol, manco il tempo! La cena si sviluppa tranquilla e distaccata tra paste ricche di pistacchi, spek, pomodorini, focacce farcite di mozzarelle bufaline, insalate pantagrueliche, filetti al limone, il rosso sirah officiò il sussulto al pareggio degli uomini con l’aquila dorata sul petto, grazie guarda un po’ al piede di uno che ha il nome della dea delle silve (Diana). Ora si poteva andare anche a dormire, zigzagati i vicoli del centro di Girgenti, si giunse alle Camere a sud. Il sorteggio per l’assegnazione dei posti fu vinto da mefre’ il quale in compenso ebbe la sorpresa di dover rifare il letto! Ah questi b&b non sono più quelli di una volta.
Al mattino il muscolare Peppino ci chiamò:- Bimbi siete svegli?-
-Certo! - Rispondemmo in coro. La colazione prevedeva martellatine in numero pari agli occupanti della camera, egual numero di tazze di latte o cappuccino, ed un unico mugugnetto rumeno affermativo diviso per quattro alla richiesta di poter fare la doccia a fine gara.
Già i podisti si avviavano alla villetta di via della Vittoria per il ritiro dei pettorali, che una vigilessa solerte annotava la targa della vettura del muscolare Peppino. Ah, la spostiamo subito annunciammo. E meno male che non esitammo altrimenti l’avrebbero spostata loro!
Il nucleo panormitahtredicietrenta si raccolse intorno al Barone, a Filippo il Serio e Toni Trony. Chip pettorali, svestizioni furono rapide per dare luogo alle operazioni di riscaldamento. Ma non si sapeva da dove si doveva partire, più avanti più dietro, dietro il cancello, aspetta altri dieci minuti per via di alcune auto da rimuovere. Insomma si parte! Come i siluri, felipelcid sulle tracce del Muscolare, è dura! Salite faticose, curve strette con frenate e ripartente, sampietrini (via atenea) discese a rotta di collo (io non mi lamento), da ripetere tre volte. Lascio il Muscolare a fare l’andatura e mi dedico alla mia di andatura, a sfoderare urla quando incrocio i soci e gli amici. Lo zio nino risponde sempre a volte mi anticipa, il barone è troppo impegnato ad andare come un fulmine e come il muscolare (poco meno fulmineo) ricambiano con sguardi d’intesa, Filippo il Serio e Mefre’ sono prodighi di incitamenti, Toni è concentratissimo la sono certo che la taliata d’intesa è solo nascosta dagli occhiali.
Il traguardo presto o tardi arrivò, sole e vento, nuvolo e discesa, paveè e curve, sorpassi e muscoli pesanti, e fu così che in sette si piazzarono al 12 posto squadra maschile! Saluti di fine gara con appuntamento alle 1330 o 1430 per chi si allena nel secondo turno e i tre capitanati dallo zio nino si recarono a magnificare il mare, è sì questa volta pesce, crostacei, molluschi e celenterati … questa volta irrorati di vino bianco siciliano col nome romano dell'antica Entella

 

Maratonina della Concordia 25 febbraio 2007

"Maratonina" non mi piace sembra riduttivo, una mezza maratona è una gara diversa dalla maratona è tutto un altro paio di maniche! La mezza maratona corsa da Agrigento appena ieri è particolarmente impegnativa: ricchezza di salite e di discese (con brevi tratti ripidi), e molte curve di cui due a U.

Quando si vuole correre non ci si fa distrarre ed infatti non ci hanno potuto la gomma bucata partendo da Palermo, le previsioni del tempo pe ssime, la prestazione degli eroi della pedata rosanero, la colazione striminzita al mattino (b&b per altro molto ben curato), il ritardo di mezz'ora in partenza, niente da fare se hai voglia di correre corri e basta.

Il tempaccio promesso era una giornata fresca con il sole alterno alle nuvole, e del percorso tormentato una occasione in più per allenarsi. Provo a mettermi in scia del socio di allenamenti, stiamo andando troppo veloce, tanto che il Barone ci passa solo al terzo km. Il socio è in grande condizione, ai cambi di pendenza reagisce con efficacia, io torno a più miti consigli per continuare al mio passo. E faccio bene! sfrutto le discese, e cerco di cambiare passo in salita, vengo recuperato da un po' di podisti, poi la situazione si stabilizza. Il secondo dei tre giri è come sempre il più duro, anche perchè la gente lungo l'elegante via Atenea è intenta a fumare, a parlare, a passeggiare, ma non manifesta alcun interesse per la gara. Lungo il viale dalla vittoria invece saranno rapiti dal panorama col Canale di Sicilia ai loro piedi. Insomma non applaudono neppure a richiesta, qualcuno incita solo chi conosce ma sono voci rare. Per lo meno non ci sono automobilisti inviperiti, ed il percorso è veramente blindato dalla polizia municipale. Mi concentro nell'azione di corsa ed incito gli amici che incrocio in senso in verso. L'ultimo giro, dopo una rampa indigesta piazzata immediatamente dopo un curva a U inizia con sensazioni buone riesco ad allungare un pochino e recupero qualche posizione specialmente gli ultimi tre km, quando evito anche un vigile intento a sistemare una transenna. L'ultimo km, uno con canottiera giallo evidenziatore a cui mi affianco, cerca di replicare, aumento impercettibilmente, a trecento metri dall'arrivo ha abbandonato i propositi di volata, e così vista la distanza che mi separa da quello che ho avanti so che arriverò con lo stesso passo al limite dell'ora e ventisei. Finisco la gara che sono meno stanco che al secondo giro, ci si rifocilla in una zona arrivo ben organizzata. Incontro chi è arrivato prima di me, ed attendo gli altri. Il primo commento è relativo alla durezza della gara, c'è chi detesta la salita chi la discesa, chi il caldo quando usciva il sole, chi il vento, chi notava i ritiri eccellenti, chi stimava proiezioni in pianura della prestazione odierna, chi si chiedeva cosa avessero fatto gli amici impegnati alla Roma-Ostia. Io sono pronto a scommettere che in molti saranno agguerriti a Pergusa alla seconda tappa del gran prix delle mezzemaratone di sicilia. Complimenti al Barone che vola sui selciati di Girgenti per il magnifico ristorante che ci ha consigliato (spaghetti ai ricci assolutamente indimenticabili)...