![]() |
| La gara di Ragusa di Mariella Falzone |
La Maratona di Ragusa e la Maratonina che le fa da pendant, giunte alla loro 4^ edizione, contano tutti gli anni su di un numero di partecipanti sempre crescente. E per molti, la partecipazione a questo evento podistico non si risolve in una presenza mordi e fuggi, ma è l'occasione d'un fine settimana vissuto intensamente, dove lo sport si colloca in una cornice paesaggistica, culturale e monumentale di straordinario fascino e bellezza. Il viaggio da Palermo a Ragusa con Maurizio Crispi e Paola Noris, non è stato breve. Maurizio in veste di guidatore, procede lentamente. Non sembra aver troppa fretta d'arrivare; e, come in gara, non s'impegna in progressioni e sorpassi. Quando poi sulla carreggiata ci si ritrova dinanzi un camion che procede lentamente, occupando tutta la carreggiata, la nostra andatura si riduce ulteriormente, ed a quel punto - per fortuna - è la conversazione a trarne immediato giovamento, arricchita da Maurizio con rimandi lettrarii e citazioni di film. Giunti finalmente a Ragusa, posizioniamo la nostra auto ai piedi di Hybla in una piccola area di parcheggio fiancheggia il corso d'un fiume di cui rimane soltanto una gora dove un filo d'acqua corre con foga torrentizia. E già da lì, si ha modo di godere della suggestiva vista di innumerevoli casupole e chiesette, che rivestono un alto e ripido costone roccioso. Ci affrettiamo a percorrere a piedi, il dedalo di viuzze e il nostro sguardo domina dall'alto, piccolissimi terrazzini di abitazioni private che si affacciano su immense distese di tetti e tegole, tra le quali si erge maestoso il cupolone del Duomo. Ci soffermiamo ad ammirare i paffuti puttini - innestati sulle mensole dei balconi come preziosi elementi decorativi del barocco siciliano - e, accompagnati dagli ultimi bagliori del sole, guadagniamo la suggestiva piazza del Duomo che sorge, su un'asse prospettico obliquo che ne amplifica la maestosità. Visitiamo subito le capannine dei prodotti artigianali, dove sono esposte ben quindici diverse varietà del famoso cioccolato ragusano, rinomato per la ricetta originale di lavorazione quasi a freddo e senza uso di grassi. E' da questo tipo di preparazione che ne deriva la consistenza lievemente granulosa e il gusto esaltato del cioccolato. Nell'esposizione, non mancano inoltre i prelibati pasticcini di mandorle e carrube, gustosi sciroppi e creme alla carruba, oltre ad un eccezionale liquore al cioccolato (un'autentica squisitezza!!!). Al ritiro del pacco-gara, Elio Sortino, nei panni del tenace organizzatore, sembra reduce da una bella fatica, e mentre parla con noi prende ad addentare velocemente un panino imbottito, mostrandoci che, per fare fronte alle incombenze dell'ultimo minuto, non s'è fermato nemmeno per uno spuntino.La cena è il momento conviviale per eccellenza. Qui ho modo d'incontrare le glorie passate e presenti del podismo di casa nostra, Giuseppe Togni, in testa a tutti i super-maratoneti con il suo record di 688 maratone. Ma ci sono anche Angela Gargano e Michele Rizzitelli che qualche anno fa hanno corso ben 100 maratone in un anno, stabilendo un record da Guinnes dei primati tuttora insuperato. Alle 10.30 del giorno successivo finalmente si sgambetta!!! Alla partenza della maratonina (sfalzata di due ore rispetto a quella della maratona), è in parte rappresentato il gruppo dell'Atletica Vergine Maria capeggiato dall'ottimo Mario Lo Cicero, decano della corsa e reduce da un infortunio che lo ha costretto all'immobilità podistica per qualche tempo, ma è anche abbastanza agguerrito il gruppetto dei fedelissimi della ASD Palermo H13.30. Dopo i saluti e i convenevoli di rito, abbiamo deposto i nostri indumenti in un sacchetto di plastica panciutello alquanto, già predisposto con un numero di pettorale corrispondente a quello che portiamo sulla maglia (lungimiranza organizzativa!!!). Questa sacca con gli indumenti asciutti la ritroveremo all'arrivo (ci si augura non di troppo dimagrita!!!). Questa gara, che nominalmente è "su strada", sembra a tratti una campestre: si attraversano pascoli, delimitati da bianchi muretti a secco e si ha modo di osservare placidi bovini sdraiati indolentemente sull'erba intenti a ruminare, cavalli e puledrini, gli immancabili asinelli ragusani che osservano curiosi e per nulla intimoriti il nostro passaggio Attraverso un percorso piuttosto agevole, ci si ritrova infine in prossimità di Ragusa Hybla, dopo 20 chilometri di discesa pressoché continua, inframmezzata di tanto in tanto da qualche breve salita. Dopo la vorticosa discesa a tornanti verso Ragusa Hybla, e dopo aver costeggiato la base del colle su cui si ergono le case affastellate, si affronta l'ultimo chilometro piuttosto ripido, che ci trasporta sin dentro il cuore della città antica. Sino a quest'ultimo chilometro la gara mi aveva dato l'impressione di essere un'avventura adolescenziale, quando con un gruppetto di amici ci si buttava a capo fitto giù per le colline, senza considerare la fatica del ritorno, con l'aria frizzante e gli inebrianti odori della primavera. Dopo l'ebbrezza della discesa, la salita mi rallenta notevolmente e quando sono a soli 300 metri dall'arrivo, con mia sorpresa sopraggiungono a passo gagliardo due podiste, che mi ero lasciate alle spalle per buona parte della gara. Anche se ad arrivare alle mie spalle fosse stato il treno della felicità, l'avrei lasciato andare, tanto mi sentiva stanca. Sebbene il distacco fosse soltanto di pochi metri, non potevo incrementare la mia velocità, ma proprio mentre lo speaker inneggiava alle podiste ragusane ormai a pochi metri dal traguardo, è sparita ogni traccia dell'estenuante fatica e ho concluso la gara in volata realizzando il mio miglior tempo di mezza maratona (1h 43' 06") e aggiudicandomi, per la prima volta in una maratonina, il 2° posto di categoria. Ultimo aggiornamento ( Lun, 29 Gennaio 2007 ) |