Raccontare......Palermo

di Liborio Rappa

Solito rituale mattutino,the, fette e miele, tutto rigorosamente uguale non si cambia nulla.

Senza neanche farci caso mi ritrovo alla partenza a fianco del mio amico Peppino, compagno con il quale ho diviso per tre mesi ho condiviso fatica, gioie e preoccupazioni.

Bang! Dai, si parte siamo in gara.

Per un giorno siamo protagonisti indiscussi, sia in bene che in male, della nostra amatissima Città di Palermo.

In pochi manifestano un clamoroso entusiasmo, ma la causa di questo è la mancata educazione e cultura allo sport, la maggior parte di questi sono amici, parenti e altri che apprezzano il nostro gesto atletico.

Quest'anno devo sinceramente confessare che non sono stato oggetto di alcun complimento del tipo “ MA CHI CI CURRI SICCU PI CUOMU SI”.

Però a recitare una delle solite poesie è stato un vigile urbano, all'incrocio tra Via Libertà e Via Notarbartolo anziché

curarsi dei podisti faceva, probabilmente,

distrattamente defluire il traffico con indifferenza totale.

Ma la bellezza di tutto va oltre, io e Antonio che in quel momento viaggiavamo insieme, proviamo a richiamare la sua attenzione urlando e sprecando del fiato inutile (siamo tra il 33° e il 34° km.) ma il nostro “tre quarti di sangue reale” anziché premurarsi a svolgere il compito a lui affidatogli urlando ci riprometteva che ci avrebbe rotto.........non oso scrivere altro.

Ecco questo è il fatto più spiacevole!

Continuo la mia marcia verso il fatidico traguardo, acqua, freddo finalmente scorgo l'arrivo.

L'emozione mi cattura, il vuoto, la gioia, la rabbia.

Grazie a tutti quelli che mi sono stati vicino, sono felice dietro ad ogni nuvola c'è un raggio di sole.