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Palermo Supermarathon 14 Ottobre 2007
di Mariella Falzone
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| La partenza era prevista alle ore 9,00 come ogni anno dinanzi allo stabilimento Liberty Charleston, un vento soffiava da levante, il mare non era del consueto turchese ma di un azzurro plumbeo, ed a tratti era solcato da surfisti alcuni forniti di Kait. Noi tutti schierati sotto l’onnipresente gonfiabile, tuttavia la partenza è rinviata di circa un’ora, la previsione di una lunga attesa lascia tutti silenziosi ed immobili poi pian piano un tacito rompete le righe, ed una uscita dai ranghi per degli scatti brevi con un rapido ritorno, cresce con il passare dei minuti il disimpegno, ed il gruppo lascia scivolare via il nastro, che racchiude tutti come un prezioso involucro per dare l’avvio ad un rapido andirivieni, in uno spazio ristretto, come in una danza; Poteva essere la mia decima ed ultima mezza maratona, in quanto salvo poche eccezioni prediligo i cambiamenti, se le esperienze perdono via via il loro potenziale di sorpresa e diventano ripetitive limitano la possibilità di avventurarsi in altre inconsuete direzioni; Probabilmente la partecipazione agli eventi podistici, offre la straordinaria possibilità di sperimentare “sé” stessi in relazione agli innumerevoli “altri” coinvolti a vario titolo nell’evento: quando corri nella quotidianità (anche se al fianco di vari compagni ) sei da sola, a volte le sensazioni corporee hanno il sopravvento, a volte è predominante il contesto all’interno del quale sei immerso; In gara, si verifica il prodigio, già al momento di radunarsi, ci si riconnette ad una umanità palpitante e l’incontro valorizza e dà senso a tutti i momenti passati nel solitario impegno quotidiano; Ciascuno con una propria motivazione, percorre una diversa distanza: 21/42/50 Km, qualcuno attraversa un solo tratto del percorso senza iscrizione, come accidentalmente risucchiati da un lunghissimo nastro autotrasportante, altri ancora si allenano in vista di una prossima prestazione agonistica; Ciò che sorprende in questo variegato panorama costellato da finalità tanto diverse, che vanno dal marcato agonismo, alla partecipazione più o meno improvvisata, è la distanza dal resto della collettività; sembra che ad ogni edizione di gara si rafforzi la contrapposizione che da decenni questa città vive tra abitudini tanto diverse: andare a piedi o in bicicletta sembra riguardare un’esigua minoranza e l’utilizzo dell’automobile la stragrande maggioranza dei cittadini. Quest’anno ancora più che in passato, ciascuno è stato attore anche inconsapevole della spettacolarizzazione del conflitto come in un reality televisivo, i più riottosi hanno espresso la propria disapprovazione con manifestazioni eclatanti di vario tipo: dai commenti al solo scopo di svalutare e ridicolizzare l’evento, alla concreta forzatura dei posti di blocco ai principali crocevia. La chiusura della città al traffico automobilistico per svariate ore è stata vissuta come un insostenibile sopruso, e se è pur vero che ogni trasformazione socio-culturale si costruisce attraverso un lungo percorso fatto di: aperture evolutive, arresti e regressioni e che l’irrigidimento nelle reciproche posizioni non giova al faticoso cammino verso la trasformazione degli stili di vita; Se l’attraversamento della città a piedi è un diritto, tanto quanto l’uso di qualsivoglia mezzo di trasporto motorizzato, credo che lo scopo di manifestazioni come questa, sia non tanto la rivendicazione del privilegio di attraversamento di un luogo, ma l’opportunità offerta a tutti di condividere un’atmosfera di gioia e di festa; Ripensare a forme di intrattenimento come: orchestrine di musica etnica posizionate ad intervalli chilometrici regolari, specie nel centro storico, servirebbero ad animare la città e forse, in parte, a scoraggiare l’uso dell’ auto, inoltre scorporare le gare di lunga percorrenza dalla 21km potrebbe favorire la maggiore partecipazione indiretta del cittadino all’evento; soltanto sforzandosi di assumere un punto di vista “altro” si potrà dar vita ad un impianto organizzativo aderente alla disponibilità che al momento questa città riesce ad esprimere. |